06:50 23 Gennaio 2021
Scienza e tech
URL abbreviato
Coronavirus nel mondo: oltre 30 milioni contagiati (267)
0 50
Seguici su

I soggetti immunodepressi rimangono contagiosi più a lungo secondo una recente ricerca scientifica.

Secondo uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, sarebbero i pazienti immunodepressi coloro che più a lungo degli altri rimangono contagiosi.

I ricercatori hanno esaminato 78 campioni prelevati da 20 persone immunocompromesse che si sono ammalate di COVID-19. Di questi, 15 stavano ricevendo un trattamento attivo o chemioterapia. In 11 casi l'infezione era grave.

L'RNA virale è stato rilevato nelle analisi entro 78 giorni dalla comparsa dei sintomi e il virus vitale è stato trovato in dieci campioni su 14. Inoltre, campioni di controllo del biomateriale dalla rinofaringe sono stati prelevati da cinque persone e inseriti in colture cellulari. In loro, il virus è risultato attivo e continuava a crescere dopo l'ottavo, il 17°, 25°, 26° e un caso persino dopo il 61° giorno dall'inizio della malattia.

Secondo gli scienziati, in pazienti con immunità gravemente soppressa, anche dopo il trapianto di cellule staminali ematopoietiche o la terapia cellulare, il coronavirus può continuare ad essere vitale per almeno due mesi.

Pertanto, gli autori della ricerca, sostengono che le raccomandazioni precauzionali dovrebbero essere riviste per le persone con un'immunità indebolita.

Marina Sekacheva, capo del Centro OncoTarget per l'oncologia presso l'Università Sechenov, in un'intervista ai media russi, ha confermato che le persone con immunità soppressa hanno tempi di guarigione dal coronavirus molto più lunghi. Questo, ha detto, è evidente dal fatto che le persone sane coesistono con infezioni virali, ma nei pazienti immunodepressi, anche virus relativamente blandi possono portare alla morte. Pertanto, la guarigione dal COVID-19 in tali pazienti può essere difficile.

Secondo il medico e conduttore televisivo Yevgeny Komarovsky, la fase più attiva della diffusione del coronavirus inizierebbe due giorni prima che compaiano i primi sintomi negli infetti.

Anche Natalya Pshenichnaya, vicedirettrice per il lavoro clinico e analitico dell'Istituto centrale di ricerca di epidemiologia di Rospotrebnadzor, il Servizio Federale per la tutela dei consumatori e della salute, condivide un'opinione simile. Ha notato che la concentrazione del virus può essere elevata nel tratto respiratorio superiore due o tre giorni prima che compaiano i segni di infezione. Le persone malate possono diffondere attivamente il virus nella prima settimana dopo l'infezione.

Tema:
Coronavirus nel mondo: oltre 30 milioni contagiati (267)
Tags:
Coronavirus
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook