11:35 24 Gennaio 2021
Scienza e tech
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Singapore è il primo Paese al mondo ad autorizzare la vendita di carne di pollo allevata a partire da colture cellulari. Con questa carne saranno preparate crocchette per i fast food.

I creatori di questa carne sono convinti che il prodotto godrà di una calorosa accoglienza da parte degli animalisti e di chi segue un’alimentazione biologica. Sputnik vi spiega come funziona questa nuova tecnologia.

Dalla provetta al ristorante

Pochi giorni fa l’Agenzia per l’industria alimentare di Singapore ha rilasciato l’autorizzazione alla vendita di carne sintetica di pollo in esito all’avvenuta verifica di conformità agli standard di sicurezza del processo di produzione e del prodotto stesso. La tecnologia è proprietà della startup americana Eat Just di San Francisco.

A partire dalla carne di pollo coltivata in laboratorio si prepareranno crocchette da vendere nei ristoranti fast food. Costeranno per il momento ancora molto (intorno ai 50 dollari al pezzo), ma secondo i creatori il prezzo calerà se il prodotto godrà di ampia diffusione. Le tecnologie di coltivazione di muscoli a partire da cellule in provetta risalgono agli anni ’60 quando il mondo cominciò ad occuparsi seriamente del problema della fame nel mondo e della popolazione mondiale in continua crescita.

Gli scienziati parlavano di un deficit di cibi proteici anche nei Paesi sviluppati e cominciarono a pensare a un moto per sopperire a tale carenza. Una delle soluzioni furono le proteine microbiche ottenute da organismi di piccole dimensioni. Un’altra soluzione furono le proteine vegetali ottenute dalla soia e dagli altri legumi. Oggi questi sono prodotti di nicchia consumati da vegetariani, vegani e da soggetti affetti da disturbi metabolici. Tuttavia, queste tipologie di proteine sono prive di alcuni importanti microelementi che invece sono presenti nella carne.

La carne è il muscolo che cresce sulle ossa. Si forma in maniera contemporanea al resto dell’organismo a partire dalle cellule fetali. È emerso che tale processo può essere riprodotto in laboratorio. Inizialmente questa tecnologia era impiegata unicamente a fini medici: si coltivavano tessuti da utilizzare per il trapianto e la ricostruzione di muscoli danneggiati. Poi cominciarono ad applicarla alla produzione di cibo destinato ai lunghi viaggi spaziali. Al giorno d’oggi, alla luce delle impellenti criticità ambientali ed etiche la carne coltivata o sintetica potrebbe risultare di certo interesse ad uno spetto più ampio di consumatori.

Come rafforzare il muscolo

Per creare la carne in laboratorio sono necessarie cellule che si scindono per un lungo lasso di tempo, come nel caso delle cellule staminali scheletriche. Mediante una biopsia indolore vengono estratte dal muscolo dell’animale adulto, sono poi collocate in un bioreattore, coltivate fino al raggiungimento della quantità necessaria e indotte a formare le fibre muscolari.

Un elemento fondamentale è la presenza di un ambiente adatto alla coltura cellulare che contenga glucosio, amminoacidi, microelementi, vitamine, fattori di crescita e ormoni. Alla base di questo ambiente vi è il plasma sanguigno di vitelli abortiti che contribuisce alla differenziazione e alla crescita cellulare. Questa è una delle falle di questa tecnologia poiché nella carne sintetica non devono essere presenti componenti di esemplari vivi.

Gli esperimenti effettuati su diversi ambienti sintetici utilizzando funghi, alghe e vegetali sono ancora in corso. Inoltre, si ricordi la necessità di utilizzare conservanti e antibiotici per evitare le infezioni fungine e batteriche. Dunque, rimane il problema della pulizia e della salubrità dei liquidi impiegati per la coltivazione della carne.

È molto complicato creare muscoli scheletrici. Nell’organismo crescono sulle ossa, il che conferisce loro forza ed elasticità. In laboratorio vengono disposti su un gel acquoso ottenuto a partire dal collagene bovino. Ma se ci si pone l’obiettivo di evitare completamente derivati animali, sarà necessario impiegare un gel acquoso ottenuto a partire da una matrice vegetale o artificiale.

Un altro elemento importante riguarda la tessitura, l’aroma e il gusto della carne che dipendono da oltre 750 componenti diverse. Riuscire a ricrearle con la carne sintetica è un obiettivo complesso sebbene siano già stati condotti esperimenti di coltivazione di grasso, tessuto connettivo e cartilagini a partire dalle rispettive cellule staminali. Idealmente il muscolo dovrebbe essere come quello originario, presentare un tessuto nervoso e alimentarsi grazie ai vasi sanguigni.

La carne sintetica è il futuro

Nel 2013 lo scienziato olandese Mark Post dell’Università di Maastricht presentò per la prima volta una carne di manzo per gli hamburger coltivata a partire dalle cellule staminali scheletriche di toro. La tecnologia e le complessità ad essa legate furono spiegate da Post in uno dei suoi articoli. Per la commercializzazione del prodotto Post fondò la società Mosa Meat.

La società israeliana Aleph Farms ha messo a punto un metodo per coltivare bistecche di manzo dallo spessore di alcuni millimetri e al momento sta costruendo uno stabilimento che sarà operativo a partire dal 2021.

Nel mondo oggi vi sono decine di startup impegnate nella coltivazione di carne a partire dalle cellule staminali di vacche, maiali, bestiame di grossa taglia e pesci. Tuttavia, le tecnologie non sono ancora sufficientemente sviluppate e rimangono inaccessibili al consumatore al dettaglio. Secondo gli esperti nei prossimi anni la situazione non cambierà per via delle numerose questioni irrisolte e per il costo eccessivo dei prodotti stessi. Inoltre, non è ancora chiaro se il consumatore finale apprezzerà o meno questa tipologia di alimenti.

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