22:51 15 Gennaio 2021
Scienza e tech
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Hai mai riflettuto all'impronta ecologica che lasci utilizzando il tuo computer e il tuo smartphone? Quanta energia consumi e quanta anidride carbonica emetti? Un premio Turing lo sta facendo per noi.

Mentre il mondo o parte di esso si concentra sulla decarbonizzazione, c’è chi nel frattempo si è domandato quanta energia serva per alimentare Internet e per consentirci di lavorare, studiare, restare in contatto, per fotografare e condividere.

Quest’uomo è un informatico e matematico, premio Turing 2018, francese ma adottato dal Canada, insomma lui è Yoshua Bengio, colui che ha studiato le reti neurali artificiali e l’apprendimento profondo.

Prossima sfida riuscire a calcolare quanta energia elettrica consumiamo e quanta CO2 produciamo utilizzando i nostri strumenti informatici. Per farlo si è unico con altri ricercatori e sviluppatori ed hanno realizzato il software Code Carbon, che calcola il consumo di energia mentre si sviluppa un software o si usa un computer.

Il software, disponibile gratuitamente su GitHub, stima quanti processori si stanno usando e anche se si sta usando energia da fonti rinnovabili o meno.

Il problema, spiega lo scienziato, è che a fronte di una sempre maggiore efficienza energetica degli strumenti informatici che oggi usiamo (PC, notebook, tablet, smartphone) aumenta sempre più il nostro utilizzo.

Secondo una sua stima il consumo di energia dei software è tanto consistente che potrebbe rappresentare una quarta nazione in termini di consumi e di inquinamento, ha raccontato a La Repubblica.

Ha stimato che ogni utente di Internet produce circa 400 grammi di anidride carbonica annui, pari a 850 milioni di tonnellate cubiche in un anno.

Lo streaming video produrrebbe 300 milioni di tonnellate di anidride carbonica e riducendo qualche email inutile potremmo risparmiare le medesime emissioni di 3.300 macchine diesel.

Meglio un sms che un tweet

Nonostante l’impegno di Jack Dorsey a diminuire l’impronta carbonica delle sue imprese, un tweet emette 0,2 grammi di CO2, contro i soli 0,014 grammi di CO2 di un sms.

Peccato però che all’utente inviare un tweet non costa nulla, mentre un sms costa e come!

E tra una videochiamata e una telefonata cosa bisogna preferire? La telefonata di un minuto impatta poco più di un sms, mentre una videochiamata decisamente di più.

Viaggi in aereo o riunioni a distanza?

Secondo un’altra ricerca citata da La Repubblica e condotta nel 2012, una videoconferenza di 5 ore produrrebbe 215 chili di CO2. Ma è pur sempre il 7% rispetto a quanto i partecipanti avrebbero generato se avessero organizzato la riunione in presenza.

Insomma, le infrastrutture informatiche sono molto più efficienti e il progresso tecnologico, più la nostra accortezza, faranno la differenza.

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Internet, web
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