14:59 24 Gennaio 2021
Scienza e tech
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Il Fondo russo per gli investimenti diretti e l'Istituto Gamaleya avevano lanciato una proposta di collaborazione ad AstraZeneca alla fine del mese di novembre, con la compagnia che nelle scorse ore ha accettato di impiegare una delle componenti dello Sputnik V in combinazione con il proprio vaccino.

Dopo aver ottenuto i risultati dei test che mostravano un livello di efficacia superiore al 90% del vaccino russo contro il coronavirus Sputnik V, il Fondo russo per gli investimenti diretti (RFDI) e l'Istituto Gamaleya lo scorso 23 novembre hanno rivolto una proposta alla società farmaceutica AstraZeneca, affinché questa implementasse l'utilizzo di una delle due componenti (ed in particolare i vettori di adenovirus umano) contenuti nel vaccino russo Sputnik V nelle sperimentazioni cliniche sul proprio preparato.

L'azienda ha di buon grado accettato la proposta del RFDI e ha reso nota la propria intenzione di voler avviare una nuova serie di test clinici su tale combinazione entro la fine del 2020.

Tali sperimentazioni permetteranno così agli specialisti di Astrazeneca avranno la possibilità di valutare il potenziale di aumento dell'effetto immunitario del proprio vaccino grazie all'utilizzo di un approccio combinato.

Finora il vaccino russo Sputnik V ha dimostrato di essere uno dei più efficaci e sicuri al mondo grazie ad un'implementazione tecnologica unica della combinazione di due differenti vettori creati sulla base dell'adenovirus umano, capace di garantire una risposta immunitaria più alta e maggiormente prolungata nel tempo rispetto ai vaccini che utilizzano un vettore unico.

Lo schema che prevede l'impiego di due diversi vettori di adenovirus per l'immunizzazione primaria e secondaria è stato ideato dagli specialisti dell'Istituto Gamaleya e permette di evitare un'immunità al primo vettore, e allo stesso tempo di incrementare l'efficacia della seconda dose di preparato e di formare un'immunità a lungo termine.

La proposta del RFDI è un lampante esempio dell'approccio aperto da parte della Federazione Russa, capace non solo di brevettare quello che ad oggi è uno dei vaccini più efficaci al mondo ma anche di condividere i modelli tecnologici e scientifici utilizzati per la creazione di altri vaccini.

"L'esempio della collaborazione tra scienziati di Paesi diversi alla lotta con la pandemia giocherà un ruolo determinante per sconfiggere il coronavirus in tutto il mondo. Il vaccino russo Sputnik V oggi salva le vite di molte persone in Russia grazie alle vaccinazioni di massa. La decisione di AstraZeneca di effettuare delle ricerche utilizzando uno dei due vettori del vaccino Sputnik V è un passo molto importante verso l'unione degli sforzi nella lotta alla pandemia. Salutiamo con favore l'inizio di una nuova tappa nella collaborazione tra i produttori di vaccini, disposti a svilupparla anche in futuro. Ci auspichiamo di arrivare ad una produzione congiunta dopo che il vaccino dimostrerà la propria efficacia nei test e nutriamo speranza circa il fatto che gli altri produttori di vaccini seguano il nostro esempio", ha dichiarato il direttore generale del RFDI Kirill Dmitriev.

Il vaccino russo Sputnik V

La Russia ha registrato il primo vaccino contro il coronavirus al mondo, lo Sputnik V, sviluppato dal Centro Gamaleya, l'11 agosto. Il vaccino è stato registrato dopo che due fasi di test di successo hanno dimostrato che era in grado di garantire l'immunità contro il virus in tutti i volontari coinvolti nei test. Attualmente, la Russia sta conducendo studi clinici post-registrazione del farmaco, coinvolgendo oltre 42.000 persone in Russia e in tutto il mondo.

Il Direttore del Fondo russo per gli investimenti diretti, Kirill Dmitriev, aveva precedentemente rivelato che il fondo ha già ricevuto richieste da 27 paesi per Sputnik V.

 

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