06:52 23 Gennaio 2021
Scienza e tech
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Sono sempre di più gli studi scientifici che tentano di reperire delle fonti non invasive di biomarcatori che vadano a determinare lo stato di gravità dei pazienti affetti dal Covid-19, e la scoperta di un equipe spagnola potrebbe far fare un grande passo avanti in questa direzione

Le lacrime degli ammalati di Covid-19 potrebbero essere in grado di contribuire all'identificazione della gravità della condizione dei pazienti.

A questa conclusione sono giunti gli specialisti del reparto di oculistica della clinica spagnola San Carlos, con uno studio che è stato pubblicato sulla rivista scientifica online ScienceDirect.

Gli esperti hanno analizzato i campioni di sangue e di pellicola lacrimale di 41 persone sane e di 62 malati di coronavirus, facendo emergere una presenza significativa di citochine, le molecole la cui mobilizzazione da parte del sistema immunitario avviene proprio per contrastare il virus.

"Le lacrime sono delle fonti accessibili e non invasive, dai quali è possibile estrapolare dei biomarcatori. Non molto tempo fa è stato dimostrato che le analisi delle lacrime possono costituire un ottimo indicatore per diversi tipi di patologie", si legge nel documento scientifico.

Secondo gli scienziati, è possibile effettuare il tampone di pellicola lacrimale in luogo delle analisi del sangue; nonostante ciò, per i pazienti asintomatici o che presentano una forma lieve della patologia tale esame potrebbe rivelarsi insufficiente per determinare la carica virale del virus.

 

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