17:08 27 Gennaio 2021
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Coronavirus nel mondo: oltre 30 milioni contagiati (275)
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Scienziati britannici hanno stabilito un collegamento tra infiammazione oculare e infezione da coronavirus, arrivando a sostenere che alcune sindromi agli occhi debbano essere riconosciute come sintomi significativi dell’insorgenza del COVID-19. Questo è il primo studio dedicato sulle manifestazioni oculari del COVID-19.

I ricercatori dell'Università dell'Inghilterra Ruskin (ARU) hanno condotto un sondaggio tra un gruppo di pazienti con COVID-19 confermato e hanno compilato un elenco dei primi sintomi della malattia. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista BMJ Open Ophthalmology.

Gli 83 partecipanti al sondaggio hanno compilato un questionario in cui hanno valutato le loro condizioni prima e dopo l'insorgenza della malattia.

I sintomi più comunemente riportati di COVID-19 sono stati affaticamento nel 90% degli intervistati, febbre 76%, perdita dell'olfatto e del gusto 70% e tosse secca 66%.

Allo stesso tempo, la maggior parte degli intervistati - l'81% - ha affermato di avere avuto anche problemi agli occhi nelle prime fasi del COVID-19. Di questi, il 18% indicava fotofobia o sensibilità alla luce, il 17% indicava prurito e il 16% indicava dolore agli occhi. I sintomi persistevano fino a due settimane.

Nessuno degli intervistati ha notato secrezione mucosa o dolore agli occhi - segni caratteristici di infezioni batteriche.

Gli autori fanno notare che, a quanto pare, molti infetti non prestano attenzione ai sintomi oculari, considerandoli non comuni per il COVID-19, o riconducendoli all’ordinaria congiuntivite, non ponendovi quindi attenzione.

Secondo i ricercatori invece, la congiuntivite dovrebbe essere decisamente considerata tra i sintomi del coronavirus e i dolori oculari riconosciuti come sintomi significativi della manifestazione precoce di COVID-19.

"Questo è il primo studio a indagare i diversi sintomi oculari associati al COVID-19 e la loro tempistica rispetto ad altre malattie", ha detto in un comunicato stampa universitario il leader dello studio, la professoressa Shahina Pardhan, direttrice del Vision Research Instituted della ARU “È importante che i dolori oculari siano inclusi nell'elenco dei sintomi del COVID-19 e il termine ‘congiuntivite’ dovrebbe essere sostituito per distinguerlo dai sintomi di altre infezioni, come quella batterica, che si manifestano come secrezioni mucose o la sensazione di ‘sabbia’ negli occhi".

Gli autori propongono di chiamare tali sintomi ‘infiammazione oculare COVID-19’.

I ricercatori sostengono che lo studio di questa manifestazione sia importante anche perché indicherebbe un'altra possibile via di penetrazione del coronavirus SARS-CoV-2 nell'organismo e permetterebbe di tracciare meglio il suo percorso di diffusione.

All'inizio della pandemia, la trasmissione del SARS-CoV-2 attraverso gli occhi non era considerata possibile. Ora ci sono prove crescenti che il nuovo coronavirus possa passare anche attraverso gli occhi. E quindi è importante sapere come reagisce la congiuntiva - la membrana oculare - spiegano gli scienziati.

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