09:56 21 Gennaio 2021
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Coronavirus nel mondo: oltre 30 milioni contagiati (262)
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Lo studio rivela quindi che il lockdown abbassa sicuramente la curva dei contagi , ma può essere veramente efficace solo se si è in grado di isolare in strutture adeguate i già contagiati.

Uno studio cinese, basato principalmente sull’osservazione statistica, ha analizzato le dinamiche di contagio nella provincia di Hunan e gli interventi eseguiti per arginare la pandemia. Indirettamente, la ricerca pensata per determinare dove si nascondano le più alte probabilità di contagio, spiega anche come la Cina sia uscita dalla crisi.

Esperti cinesi hanno analizzato i dati su 1.178 pazienti e 15.648 loro contatti più stretti nella provincia di Hunan per identificare le vie di trasmissione più comuni ed hanno concluso che le probabilità di contagio più alte non siano nelle istituzioni mediche, nei traporti pubblici o nella ristorazione ma, al contrario, proprio in casa.

In un lungo e complesso articolo pubblicato su Science, basato su accurate raccolte e osservazioni di dati, gli scienziati cinesi hanno scoperto che il rischio di contrarre COVID-19 aumenta a seconda della durata e della vicinanza delle interazioni sociali.

Gli scienziati hanno in pratica rilevato dalle statistiche che i familiari malati sono la fonte più comune di infezione da coronavirus, meno di tutto, le persone sono state infettate nelle istituzioni mediche, dato che in queste sono state seguite le misure protettive più rigide, ma, meno intuitivo, anche nei trasporti pubblici e nelle strutture di ristorazione. La probabilità di trasmissione del virus aumenta significativamente quando invece si comunica con un'ampia gamma di parenti, dato che ne basta uno malato per trasmettere facilmente a tutti gli altri il virus.

Perché allora un blocco totale come quello eseguito a Wuhan?

In realtà gli stessi scienziati cinesi sono i primi ad affermare che il lockdown sia servito ed anzi sia stato determinante. È vero che basta anche un solo parente ammalato per contagiare tutta la famiglia quando si è tutti costretti in casa dalla quarantena, ma è anche vero che:

“Dopo il 7 febbraio 2020, il test RT-PCR (test Real Time della Reazione a Catena della Polimerasi) è stato richiesto per tutti i contatti degli infetti e i campioni sono stati raccolti almeno una volta da ogni contatto durante la quarantena, indipendentemente dai sintomi. In seguito a risultati positivi del test RT-PCR, gli individui infetti sono stati isolati in ospedali dedicati, indipendentemente dalla loro gravità clinica, mentre i loro contatti sono stati messi in quarantena in strutture di osservazione medica” si legge in un passaggio chiave del lungo articolo scientifico.

Lo studio rivela quindi che sì, il lockdown abbassa sicuramente la curva dei contagi della comunità, ma può essere veramente efficace solo se si è in grado di isolare in strutture adeguate i già contagiati, come fecero appunto a Wuhan con la costruzione a tempo di record dei due ospedali temporanei specifici per la pandemia.

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Coronavirus nel mondo: oltre 30 milioni contagiati (262)
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