17:47 16 Aprile 2021
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Uno studio dell'Istituto Superiore di Sanità conferma che il decadimento del virus SARS-CoV-2 è sensibile alla temperatura.

La temperatura agisce sul virus e sulla sua capacità di contagio. La conferma arriva dall'Istituto Superiore di Sanità, con uno studio condotto da un team di ricercatori del Dipartimento di Malattie Infettive, pubblicato sulla rivista scientifica Clinical Microbiologi and Infection dell’European Society of Clinical Microbiology and Infectious Diseases.

La ricerca dimostra che il virus Sars-Cov2 è sensibile alle variazione di temperatura e diventa più aggressivo con temperature più basse, come succede per altri virus. 

Gli esperimenti sul decadimento del virus hanno permesso di osservare che innalzando la temperatura fino a 28°C, la  massima prevista di giugno, la carica virale subisce una drastica riduzione entro le prime 24 ore dall’emissione di droplet infette. Con temperature ambientali di 20-25°C, come quelle autunnali, per raggiungere gli stessi livelli di decadimento sono necessari tre giorni.

“I nostri dati aiutano a spiegare il perché le condizioni ambientali estive più sfavorevoli per il virus ne abbiano rallentando la diffusione e il contagio – spiega il virologo Fabio Magurano che ha coordinato lo studio - Al contrario l’abbassamento delle temperature permette al virus di resistere di più e nel contempo giustifica una maggiore capacità delle goccioline respiratorie di persistere e diffondersi nell’ambiente, favorendo la diffusione del virus e il contagio”.

In passato era stata osservata una correlazione tra clima e diffusione del virus, in particolare per il calo di contagi avvenuto nei mesi estivi o per la minore diffusione dell'epidemia nei paesi tropicali. 

Tags:
clima, Coronavirus, Italia
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