22:56 15 Gennaio 2021
Scienza e tech
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La Grande Piramide di Giza ospita molti misteri. Costruita quasi 4500 anni fa, è costituita da oltre 2 milioni di blocchi e porta a interrogarsi su come gli antichi, privi della moderna tecnologia, abbiano potuto erigere una struttura così immensa.

Un'ipotesi comunemente accettata è che gli antichi costruttori edificassero la Grande Piramide di Giza spostando i suoi milioni di blocchi di pietra da una cava vicina per poi assemblarli uno per uno, ma l'ingegnere strutturale Peter James smonta questa teoria. 

"Gli egiziani ritengono che la Grande Piramide sia costituita da 2 milioni e 600 mila blocchi. Ciò significa che, se li prendessi dalla cava uno alla volta, ne avresti bisogno di uno ogni sei minuti per costruirla in 25 anni. Questa è un'assoluta assurdità", ha detto James a Express.co.uk.

Incredibile ritrovamento

Nel suo libro del 2018 "Saving the Pyramids: Twenty First Century Engineering and Egypt's Ancient Monuments" ('Salvando le piramidi: ingegneria del 21° secolo e monumenti dell'Antico Egitto'), James ha formulato una teoria diversa per spiegare il segreto della costruzione della Grande Piramide a seguito di una scioccante scoperta del leggendario egittologo Flinders Petrie, avvenuta nel 19° secolo.

"Petrie ha scoperto cavità di pietra in ogni angolo, che non avevano alcun uso apparente e non erano allineate con l'involucro o il rivestimento esterni", ha scritto James nel suo lavoro. "Queste cavità, credo, sono state utilizzate per erigere travi di legno".

Secondo l'ingegnere, che ha trascorso oltre un decennio a preservare le strutture storiche dell'Egitto attraverso la sua azienda Cintec, queste cavità possono essere individuate in tutti i cantieri "quando le fondamenta sono state stabilite e vengono utilizzate per progettare la linea di costruzione per creare angoli retti".

"Credo che gli antichi costruttori usassero metodi di segnali visivi per segnare e misurare le lunghezze", ha scritto, spiegando che questi segnali fossero utilizzati "per proiettare una linea retta".

"Così si disporrebbe di pali segnati in cubiti, diciamo da 15 a 20 cubiti di lunghezza, per misurare le distanze, senza funi o corde", ha continuato l'esperto, spiegando in dettaglio come questo avrebbe contribuito a costruire la base della piramide.

Secondo lo specialista, una volta che le fondamenta venivano fissate "con precisione", "l'angolo di costruzione risultava di circa 45 gradi" se misurato lungo le diagonali e non sulla faccia della piramide.

Queste deduzioni hanno permesso a Jones di formulare questa ulteriore ipotesi. 

“Finché un blocco entra ed è alla stessa altezza, puoi iniziare su tutti e quattro gli angoli e salire fino agli stessi 45 gradi. È esattamente quello che fanno i muratori oggi, si assicurano che la struttura sia quadrata. Man mano che la piramide si alzava, la sommità si rimpiccioliva”.

Costruita dall'interno?

L'ingegnere strutturale sostiene che gli antichi lavoratori usassero rampe esterne per entrare nel perimetro interno della piramide. Avrebbero quindi costruito rampe interne per avere accesso a corridoi e luoghi di sepoltura.

Pertanto, il riempimento della piramide "comprenderebbe pietre molto più piccole e più facilmente gestibili simili a quelle che si trovano al centro e sopra la camera funeraria nella piramide a gradoni", ha spiegato James. "Se costruisci solo le fondamenta esterne, puoi riempirle con blocchi molto più piccoli più rapidamente".

"Ho il sospetto che abbiano iniziato agli angoli, siano saliti, abbiano messo delle rampe all'interno e siano arrivati alla camera funeraria circa 50 metri più in alto", lasciando alla fine delle cavità con le travi di supporto scoperte da Petrie.

La Grande Piramide è la più grande e la più antica delle tre piramidi situate nel complesso piramidale della Necropoli di Giza. Gli archeologi ritengono che sia stata costruito nel corso di quasi due decenni per fungere da tomba del faraone Khufu.

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