17:29 29 Novembre 2020
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Prevedere i terremoti non è fantascienza ma un sogno che la ricerca scientifica rincorre. Ora due ricercatori italiani dell'Ingv e del Cnr sperimentano un modello che potrebbe rivoluzionare.

Due ricercatori italiani hanno ricostruito l’attività sismica di una porzione della faglia di San Andreas nei pressi di Parkfield, in California. Lo studio, che si basa sui dati raccolti negli ultimi 50 anni, è riuscito a prevedere in via retrospettiva il terremoto occorso nell’area nel 2004.

Secondo lo studio il prossimo terremoto nell’area si potrebbe verificare nel 2024 e di magnitudo 6.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Ecology & Natural Resources, riporta l’Ansa, dal ricercatore Giovanni Sebastiani dell’Istituto per le applicazioni del calcolo ‘Mauro Picone’ del Cnr-Iac e dal ricercatore Luca Malagnini dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv).

Perché la faglia San Andreas presso Parkfield

I due ricercatori italiani hanno scelto quel tratto di faglia di San Andrea presso la città di Parkfield, perché presenta caratteristiche più semplici rispetto ad altre. Ecco perché la scelta di farlo diventare un caso di studio del loro metodo sperimentale.

Malagnigni dell’Ingv ha spiegato all’Ansa che dal 1857 al 1966 i terremoti nell’area si sono presentati con intervalli molto regolari ogni 22 anni e tutti di magnitudo 6.

Nell’area, inoltre, i geologi californiani hanno collocato una rete di controllo molto avanzata che monitora la faglia istante dopo istante allo scopo di rilevare possibili segnali premonitori di un terremoto.

50 anni di dati per prevedere i terremoti

Gli studiosi italiani hanno potuto lavorare su dati molto consistenti, accumulati in 50 anni di rilevazioni. L’evoluzione quotidiana dell’attività sismica dell’area sismica ha permesso loro di ricostruire un modello e di comprendere in modo approfondito il ciclo di vita del segmento di faglia.

Uno dei dati rilevanti emersi dalla ricerca è che l’energia sismica si concentra e si disperde con un periodo di tre anni e segue il ciclo climatico siccità-piovosità dell’area.

Prevedere i terremoti

Lo studio è riuscito in modo retrospettivo a prevedere il terremoto del 2004 con 100 giorni di anticipo rispetto al suo verificarsi.

La metodologia è riuscita a prevedere anche il giorno del terremoto.

I ricercatori affermano che, se il metodo dovesse essere corretto e non hanno commesso errori, il prossimo terremoto di magnitudo 6 nell’area dovrebbe verificarsi nel 2024.

Inoltre i due ricercatori italiani hanno spiegato che l’accuratezza predittiva cresce con l’approssimarsi dell’evento sismico, ciò significa che potrebbero essere in grado anche di prevedere il giorno in cui si verificherà il terremoto nella città di Parkfield.

Per ora è una metodologia in fase sperimentale che dovrà attendere il verificarsi del terremoto per dire se davvero funziona.

In futuro i ricercatori potrebbero applicare il metodo a faglie più complesse come quelle degli Appennini italiani.

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