08:02 02 Dicembre 2020
Scienza e tech
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Il razzo Vega dell’Agenzia Spaziale Europa, prodotto dall’azienda italiana Avio, ha deviato dalla traiettoria prevista a 8 minuti dal lancio dalla base europea di Kourou, nella Guyana francese. La missione è fallita e i due satelliti a bordo, lo spagnolo Seosat-Ingenio e il francese Taranis, sono andati perduti.

Ne ha dato notizia oggi, giorno del lancio, martedì 17 novembre, un laconico comunicato stampa della stessa casa costruttrice Avio di Colleferro:

“Questa notte durante la missione Vega VV17 che trasportava i satelliti SEOSAT- Ingenio e Taranis a circa 8 minuti dal decollo, dopo il completamento nominale della propulsione del primo, secondo e terzo stadio e la prima accensione del motore del quarto stadio, si è verificata un’anomalia che ha provocato una deviazione della traiettoria del lanciatore con la conseguente conclusione prematura della missione. Sono in corso analisi dei dati per chiarire le ragioni di quanto accaduto”.

La scienza non crede certo alle superstizioni ma, con il senno di poi, qualcuno forse ora farà caso al fatto che il lancio del vettore Vega era il 17.mo e sarebbe dovuto avvenire di martedì 17.

Tuttavia non è questo il primo incidente del genere nella pur lunga e, per il resto fortunata, carriera dei vettori Vega. L'11 luglio 2019 la missione VV15 segnò un fallimento del tutto simile - a due minuti dal decollo, poco dopo l'accensione del secondo stadio, si verificò anche allora un'anomalia che portò alla deviazione dalla traiettoria prevista e alla predita del carico, un satellite militare.

​Il rapporto di una Commissione indipendente rivelò che la causa del fallimento della missione fu un cedimento strutturale dovuto ad un difetto nell'isolamento termico nella parte superiore del Zefiro 23, uno degli stadi a propellente solido che, provocando una fuga di gas ad alta temperatura, ne aveva determinato il malfunzionamento.

Razzi Vega, una lunga carriera per altro di successo

Vega, come l’omonima stella della costellazione della Lyra, è anche acronimo di ‘Vettore Europeo di Generazione Avanzata’. Si tratta di un vettore operativo in uso dalla Arianespace, sviluppato in collaborazione dall'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) per il lancio in orbita di piccoli e medi satelliti e prodotto in Italia dall’azienda Avio di Colleferro.

Il primo lancio avvenne il 13 febbraio 2012 dal Centre spatial guyanais di Kourou, e portò in orbita nove satelliti, fra cui l’italiano LARES (LAser Relativity Satellite, ideato per studi sulla relatività generale), costruito con la collaborazione dell'Università La Sapienza, ALMASat-1 e il polo ingegneristico di Forlì dell'Università di Bologna.

Da allora i razzi Vega hanno immesso in orbita una lunga serie di satelliti e nanosatelliti per le esigenze di svariati Paesi, non solo europei, e per le più disparate esigenze – studio, sperimentazione, difesa, osservazione, monitoraggio e quant’altro.

La perdita dei satelliti Ingenio e Taranis

Il lancio di ieri, che avrebbe dovuto segnare la ripresa a pieno ritmo dei lanci Vega, rappresenta piuttosto un grave rallentamento nonché la perdita di un carico utile molto prezioso – i satelliti Seosat-Ingenio e Taranis.

SEOSat-Ingenio (abbreviazione di Spanish Earth Observation Satellite-Ingenio), era un progetto spagnolo per fornire immagini ad ampio campo e risoluzione (230 fotogrammi al giorno, 60 km × 60 km) da un'orbita polare sincrona al Sole. Era il primo satellite spagnolo per immagini ottiche, faceva parte di un programma per l’osservazione scientifica della Terra ed era finanziato dal Centro spagnolo per lo sviluppo della tecnologia industriale. Le immagini dettagliate ad alta risoluzione fornite dal satellite avrebbero permesso di mappare e monitorare il territorio, lo sviluppo urbano, controllato le frontiere, gli incendi e la gestione delle acque.

​​Il Taranis (acronimo di Tool for the Analysis of Radiation from lightning and Sprites) a sua volta era un satellite di osservazione dell'Agenzia spaziale francese (CNES) che avrebbe dovuto studiare gli eventi transitori prodotti nello strato atmosferico terrestre tra i 10 e i 100 km di altitudine (temporali, emissioni di fotoni gamma e di raggi X, campi elettrici, precipitazione elettronica indotta da fulmini). Sarebbe stato posto in un'orbita sincrona al Sole a un'altitudine di 676 km, per una durata della missione da due a quattro anni.

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