17:55 25 Novembre 2020
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L'esposizione al mercurio, anche in piccole quantità, "può causare seri problemi di salute", avverte l'Oms. Vari pesci e crostacei contengono metilmercurio, un tipo di sostanza chimica che può influenzare il sistema nervoso centrale e periferico.

Gli scienziati affermano che l'aumento della temperatura degli oceani è responsabile dell'aumento dei livelli di metilmercurio nei pesci e nei crostacei.
I pesci che possono accumulare mercurio sono grandi predatori come:

  •  il tonno,
  •  il pesce spada,
  •  lo sgombro,
  •  il luccio,
  •  lo squalo.

Tuttavia danni neurologici sono stati osservati solo se questi pesci vengono consumati a dosi elevate.

Pertanto, è importante moderare il consumo di pesce con maggiori concentrazioni di mercurio, come raccomandato da Alejandro Vera, nutrizionista e psicologo, citato dal quotidiano La Vanguardia.

Secondo l'esperto, il consumo di questi pesci è sicuro se vengono rispettate le dosi consigliate dalle autorità sanitarie, poiché l'organismo elimina naturalmente questa tossina, anche se possono volerci alcuni mesi.

Secondo l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), un'assunzione settimanale tollerabile è di 4 microgrammi di mercurio inorganico per chilo di peso corporeo. Tuttavia dal 2011 si raccomanda alle donne incinte, alle donne che allattano e ai bambini di età inferiore a tre anni di evitare il consumo di specie ittiche a rischio di mercurio, in particolare pesce spada, squalo, tonno rosso e luccio, poiché l'esposizione al mercurio è particolarmente pericolosa per lo sviluppo intrauterino e nelle prime fasi della vita.

Nel caso di bambini di età compresa tra 3 e 12 anni, l'organo europeo consiglia di limitare il consumo di queste specie a un massimo di 50 grammi a settimana.

Allo stesso tempo, gli specialisti sottolineano che il consumo di pesce azzurro è essenziale in una dieta equilibrata grazie alle sue numerose proprietà nutritive. In particolare, contengono acidi grassi omega 3 salutari per il cuore.

"Un adulto sano può consumare, a priori, dai 3 ai 4 pezzi a settimana".
Tags:
Salute, Alimentazione, Cibo pericoloso, Cibo
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