18:48 28 Novembre 2020
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Scienziati americani hanno scoperto che i disturbi metabolici tipici del diabete di tipo 2 deriverebbero dalle interruzioni della sintesi della proinsulina, un proormone prodotto dalle speciali cellule beta del pancreas.

L’insulina è quell’ormone prodotto dalle cellule beta delle isole di Langerhans all'interno del pancreas che ha il compito di abbassare il livello di glucosio nel sangue.

La non efficienza, oppure l’interruzione del rilascio di insulina nel corpo è alla base del diabete di tipo 2 di cui soffrono, in tutto il mondo, circa 400 milioni di persone.

Secondo gli scienziati americani che hanno pubblicato il nuovo studio sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, sarebbe proprio la "inaffidabilità" dell’insulina, e in particolare della proinsulina, il proormone dalla quale ha origine, a portare al fatto che gli esseri umani siano diventati evolutivamente così vulnerabili al diabete.

Gli scienziati osservano che nessuna mutazione può influenzare sia la sintesi che l'efficacia dell'ormone quando si lega al recettore, poiché queste funzioni richiedono caratteristiche strutturali diverse che si contraddicono a vicenda. Ad esempio, nel diabete di tipo 2, l'eccesso di insulina contribuisce allo sviluppo della disfunzione delle cellule beta e la correzione di questa violazione comporterebbe un deterioramento della funzione di altri ormoni. In buona sostanza gli scienziati ritengono che il diabete sia così difficile da curare alla radice perché non si riesce ad intervenire per regolare la proinsulina senza creare altri scompensi.

Insulina e Diabete

L’insulina è quell’ormone prodotto dal pancreas che consente all’organismo di utilizzare il glucosio per i processi energetici all’interno delle cellule. Quando l’organismo non riesce a produrne abbastanza viene diagnosticato il diabete e, a seconda della gravità, può rendersi necessaria la somministrazione ‘endogena’ dell’insulina tramite iniezioni.

Il diabete mellito di tipo 2 è di gran lunga la forma di diabete più frequente ed è tipico dell’età matura. È caratterizzato da una produzione insufficiente di insulina oppure dalla produzione di una insulina che non agisce in maniera soddisfacente (insulino-resistenza). In entrambi i casi la conseguenza è un incremento dei livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia). Questo tipo di diabete è detto non insulino-dipendente perché l’iniezione di insulina esterna il più delle volte non è necessaria, a differenza del diabete di tipo 1, in cui l’iniezione di insulina è di vitale importanza. Le cause alla base dell’insorgenza di questo tipo di diabete vanno generalmente ricercate in fattori ereditari ed ambientali, nonché alimentari.

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