04:03 29 Novembre 2020
Scienza e tech
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Una startup tunisina sta sviluppando una mano bionica stampata in 3D per creare protesi più economiche e alimentate a energia solare nella speranza di poter aiutare i disabili in tutta l’Africa.

“Un membro del nostro team aveva una cugina che era nata senza una mano e i cui genitori non potevano permettersi una protesi, soprattutto perché stava ancora crescendo”, ha spiegato Mohamed Dhaouafi, il 28enne fondatore e Direttore della Cure Bionics, che ha progettato il suo primo prototipo mentre era ancora uno studente di ingegneria nella sua città natale, Sousse.

A differenza dei dispositivi tradizionali, l’arto artificiale prodotto con la tecnica della stampa 3D ha il vantaggio di poter essere modificato e adattato man mano che i bambini crescono.

Proprio questo è l’aspetto principale che lo rende estremamente più economico rispetto ai dispositivi tradizionali che nel corso della crescita devono essere sostituiti più volte rendendone il costo non alla portata delle maggior parte delle famiglie in Africa.

Dhaouafi ha lanciato la sua start-up nel 2017 dalla casa dei suoi genitori, in un momento in cui molti dei suoi compagni di classe sceglievano di trasferirsi all'estero alla ricerca di stipendi più alti ed esperienza internazionale.

"È stata una rivincita positiva", ha detto il giovane ingegnere all'AFP. "Volevo dimostrare di poterlo fare. Voglio anche lasciare un'eredità, per cambiare la vita delle persone".

Come funziona

Il dispositivo funziona con sensori collegati al braccio che rilevano il movimento muscolare e un software assistito che li interpreta per trasmettere le istruzioni alla parte bionica. La mano è dotata di un polso ruotabile, un pollice opponibile e dita che si piegano in risposta agli impulsi nervosi che, reinterpretati dal software, vengono trasformati in impulsi elettrici che infine si manifestano in movimento meccanico.

Per insegnare ai più giovani come generare gli impulsi nervosi da cui tutto ha inizio, Cure ha lavorato ad un sistema multimediale che rende l’apprendimento un gioco. La fisioterapia diviene di fatto un videogioco in cui il bambino deve imparare ad utilizzare la mano come una sorta di controller.

"Attualmente, per la riabilitazione, ai bambini viene chiesto di fingere di aprire un barattolo, ad esempio, con la mano che non hanno più", ha detto Dhaouafi.

"Ci vuole tempo per riuscire ad attivare i muscoli in questo modo. Non è intuitivo, ed è molto noioso, ma noi li facciamo salire su edifici come l’Uomo Ragno con un punteggio di gioco per motivarli e così invece si divertono”, ha spiegato Dhaouafi.

Il prezzo previsto per questo tipo di dispositivi si prevede potrà aggirarsi tra i 2mila e 3mila dollari. Costo notevole per le famiglie africane, ammette l’inventore, ma comunque una frazione rispetto a quello che costano le protesi attualmente importate dall’Europa.

Gli altri vantaggi della stampa 3D

Cure sottolinea altri due aspetti importanti che spera potranno attrarre investitori – produrre sul posto vicino agli utenti finali, in Africa, con tecnici locali per l’assistenza, e con la possibilità di ristampare le sezioni hardware di accrescimento, lasciando intatto il software, significa eliminare i tempi di attesa di riparazioni e ri-acquisti. Inoltre questo arto bionico può essere alimentato anche tramite caricatore fotovoltaico per l'uso in regioni senza una fornitura di elettricità affidabile. Aspetto non trascurabile in molte regioni del continente.

“La stampa 3D di protesi rudimentali è iniziata da non più di una decina di anni ma è un importante punto di svolta nel campo delle protesi ed è verosimile che i paesi in via di sviluppo punteranno molto su questo tipo di tecnologia perché è molto più economica rispetto a quella tradizionale”, ha commentato Jerry Evans, capo della Nia Technologies, organizzazione non commerciale canadese che aiuta gli ospedali africani a produrre arti inferiori stampati in 3D.
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