01:32 01 Dicembre 2020
Scienza e tech
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“Benvenuti a Nüwa, la capitale di Marte. Gli insediatori di Marte vivranno nella capitale e in altre 4 città verticali integrate in una delle centinaia di scogliere del pianeta che garantiscono la protezione dalle radiazioni, ma consentono il passaggio dei raggi solari”.

Così comincia il testo messo a punto dal gruppo di ricercatori catalani dell’Istituto di studi spaziali della Catalogna (IEEC) i quali nell’ambito del progetto The Sustainable Offworld Network (SONet) hanno simulato una città nella quale potrebbero vivere in maniera continuativa fino a un milione di persone.

SONet è stato scelto come uno dei 10 finalisti tra più di 175 candidature provenienti da diversi Paesi. Il concorso era dedicato allo sviluppo sostenibile di una città con una popolazione di 1 milione di persone su Marte ed è stato organizzato dalla Mars Society, la maggiore e più influente organizzazione al mondo per la tutela dello spazio che si occupa di studiare il pianeta Marte e il suo eventuale insediamento.

“Quando abbiamo scoperto di essere in finale, abbiamo capito che il gioco era valso la candela. La maggior parte di noi sono professionisti in diversi ambiti e sapevamo di essere altamente competenti, ma era la prima volta che lavoravamo in gruppo. Il riconoscimento ci ha dato un grande stimolo e ci ha consentito di continuare il nostro lavoro”, spiega il coordinatore del gruppo Guillem Anglada-Escudé.

I ricercatori hanno creato la città immaginaria di Nüwa in onore della dea che secondo la mitologia cinese creò l’umanità. Inoltre, questa dea era solita utilizzare 5 pietre per proteggere il cielo e anche a Nüwa nell’ambito del progetto è stata ripresa questa idea creando 5 centri cittadini. La città è stata progettata in ogni aspetto: alloggi, architettura, approvvigionamento di risorse, arte, economia, sistema politico.

“Da un punto di vista architettonico la progettazione di un tessuto cittadino funzionale considerate le limitazioni relative a un mondo a noi ignoto è stata al contempo un’esperienza complessa, ma estremamente arricchente”, sostiene Alfredo Muñoz, cofondatore dello studio ABIBOO e direttore del gruppo di progettazione architettonica. “Siamo molto felici della possibilità accordataci di proseguire con l’elaborazione di questa prima struttura e con la ricerca di nuove soluzioni che potranno essere sfruttate anche sulla Terra”.

Al progetto lavorano oltre 30 ricercatori e i lavori sono guidati da esperti catalani, sebbene il gruppo coinvolga rappresentanti di diversi Paesi quali la Gran Bretagna, gli USA, l’Argentina e la Germania. Il gruppo ha preparato una relazione di una ventina di pagine con un design concettuale nella quale è trattato un ampio ventaglio di tematiche (dagli studi sullo spazio a quelli sullo sviluppo sostenibile). Il gruppo coinvolge anche note ricercatrici come Gisela Detrell dell’Università di Stoccarda e Laia Ribas dell’Istituto di scienze marine.

© Sputnik . CSIC / ABIBOO Studio / SONet (Sebastian Rodriguez, Gonzalo Rojas)
Un progetto catalano, finalista al concorso per disegnare una città su Marte

Come spiega il coordinatore del progetto, dei 30 membri del gruppo 10 sono i più attivi, mentre i restanti hanno partecipato alle discussioni e hanno fornito la loro opinione in relazione a tematiche concrete.

Sputnik ha cercato poi di rispondere a una delle domande che da sempre interessa l’umanità, ovvero se sia effettivamente possibile vivere su Marte. Anglada-Escudé, coordinatore di SONet, ha lavorato su tematiche correlate a questa prima di presentare il progetto. Lo studioso ritiene che su Marte possa effettivamente esistere una qualche forma di vita primitiva che rimane ancora oggi sottoterra, ma che in ogni caso è diversa dalla vita terrestre in quanto le evidenze della sua esistenza in superficie non sono chiare. “Il modo in cui questa ipotetica forma di vita sia originata è una delle questioni fondamentali su cui vorremmo gettare luce perché ci consentirebbe di capire anche quanto unico e prezioso è il nostro mondo”, spiega.

Ora il progetto sarà presentato al settore industriale, ai circoli scientifici e ai partner privati che contribuiranno a rendere la città marziana una reale alternativa per un futuro insediamento umano sul pianeta rosso.

“In un progetto di simili dimensioni è necessaria la cooperazione di esperti degli ambiti più diversi”, spiega Miquel Sureda, docente di aeronautica presso l’ESEIAAT-UPC. “L’eventuale successo del progetto Nüwa nel concorso della Mars Society può aiutare SONet a guadagnare popolarità e ad attirare nuovi collaboratori e investimenti”.

Il progetto SONet è stato presentato durante la fase finale del concorso il 17 ottobre e, sebbene non abbia vinto il primo premio di 10.000 $, ha comunque ricevuto un riconoscimento. “Continueremo a competere non per vincere, ma per provare a convincere le persone della maggiore importanza che temi quali la sostenibilità e il fattore umano rivestono nel design rispetto ad alcuni aspetti tecnici”, chiude Anglada-Escudé.

Il progetto è guidato dai ricercatori dell’Istituto di scienze spaziali (ICE, SCIC), del Politecnico della Catalogna (UPC), dell’Istituto di scienze spaziali presso l’Università di Barcellona (ICCUB), nonché da altri centri di ricerca di tutta la Spagna come l’Istituto di scienze marine (ICM, CSIC).

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