22:31 03 Dicembre 2020
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Il fatto che la popolazione occidentale soffra sempre più di malattie infiammatorie intestinali, tra cui il morbo di Crohn e la colite ulcerosa, è di crescente preoccupazione per la comunità medica. A quanto pare ciò ha a che fare con la nostra dieta e con il consumo di zucchero in particolare.

"La colite è un grave problema di salute pubblica negli Stati Uniti e in altri paesi occidentali", afferma Hasan Zaki, professore di patologia presso l'Università del Texas sudoccidentale, che ha guidato lo studio pubblicato sulla rivista 'Science Translational Medicine'.

La colite e il morbo di Crohn possono causare diarrea persistente, dolore addominale e sanguinamento rettale. Secondo i centri per la prevenzione e il controllo delle malattie, il numero di adulti americani che ne sono affetti è passato da due milioni nel 1999 a tre milioni nel 2015. Tali problematiche per giunta stanno iniziando a comparire nei bambini.

Poiché la loro prevalenza è molto più alta nei paesi occidentali, i ricercatori considerano grassi, zuccheri e proteine ​​animali - di cui il consumo in tali paesi è alto - come un possibile fattore di rischio. Si è già fatto luce sul ruolo dei grassi saturi nell'infiammazione del colon, ma quello dello zucchero deve ancora essere studiato.

Durante l'esperimento, gli scienziati dell'Università del Texas hanno somministrato a dei topi una soluzione acquosa contenente il 10% di concentrato di vari zuccheri - glucosio, fruttosio e saccarosio - per sette giorni. I topi che erano geneticamente predisposti a sviluppare la colite, o a cui veniva somministrata una sostanza chimica che la induce, sviluppavano sintomi più gravi se consumavano anche zucchero.

I ricercatori hanno quindi utilizzato tecniche di sequenziamento genetico per identificare i tipi e la prevalenza di batteri che sono stati trovati nell'intestino crasso dei topi prima e dopo aver ricevuto la loro dieta a base di zucchero. Dopo sette giorni di consumo di zucchero, coloro che erano stati nutriti con saccarosio, fruttosio e soprattutto glucosio hanno mostrato cambiamenti significativi nel microbiota all'interno dell'intestino.

I batteri che producono enzimi che degradano il muco, come l'Akkermansia, sono stati trovati in numero maggiore, mentre altri tipi di batteri buoni, come il Lactobacillus, sono diventati meno abbondanti. Anche lo strato protettivo di muco nell'intestino crasso si è assottigliato.

Anche se il glucosio ha prodotto un effetto maggiore, "i tre zuccheri hanno modificato profondamente la composizione del microbiota intestinale", conclude lo studio. Questi dati raccolti tra i topi suggeriscono che l'ingestione di zuccheri semplici predisponga alla colite e acceleri la sua patogenesi.

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