03:49 04 Dicembre 2020
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Solo chi è morto prima della sua formulazione non potrebbe mai aver sentito parlare della ‘Teoria della Relatività di Einstein’. Ma quand’è esattamente che il grande scienziato tedesco la formulò?

Alla domanda “Chi non avrebbe potuto sentir parlare della Teoria della Relatività, formulata da Albert Einstein nel 1905?", posta dal conduttore Gerry Scotti durante il noto quiz televisivo ‘Chi vuol essere milionario’ andata in onda giovedì 22 ottobre, l’abile concorrente proveniente dalla Sardegna ha saputo scegliere correttamente tra

  • A: Charlie Chaplin,
  • B: Sigmund Freud,
  • C: Antonio Meucci 
  • D: Pablo Picasso.

Per altro bisogna riconoscere che il concorrente ha saputo non solo indicare con sicurezza la C: Antonio Meucci, ma ha saputo anche correttamente inquadrare tutti i personaggi con la massima precisione nel loro periodo storico.

Nel caso di Sir Charles Spencer, in arte Charlie Chaplin, ha indicato addirittura la data esatta della morte – la notte di Natale del 1977 e, nel caso di Picasso, ha ricordato che il pittore nel 1905 fosse “a Parigi nel suo periodo Blu o Rosa, non ricordo”.

E in effetti le cronache indicano proprio quello l’anno del suo passaggio tra le due fasi.

Sigmund Freud per altro, nato nel 1856, lasciò questo mondo a sua volta nel 1939, quindi la risposta corretta non poteva che essere Meucci, nato il 13 aprile 1808 a Firenze e scomparso a New York il 18 ottobre 1889.

Va anche detto che è il ragionamento, concluso con la massima perizia, era pur partito da un preambolo non del tutto corretto – “Solo chi non era ancora nato, oppure era già morto non avrebbe potuto sentir parlare della teoria della relatività di Einstein” aveva detto il concorrente, con il quale il conduttore aveva convenuto.

Per la verità chi già morto poteva aver sentito parlare magari della teoria della relatività di Galieo (1632 - Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo), non di sicuro di quella di Einstein.

Chi invece non era ancora nato certo che ne potrebbe averne sentito parlare - nessuno di noi era già nato nel 1905 eppure ne abbiamo sentito parlare.

A parte il piccolo lapsus ‘spazio-temporale’, in tema del resto con la domanda, va notato un altro piccolo particolare spunto di interessante infotainment – ma siamo sicuri che la teoria della relatività è del 1905?

Quando hanno iniziato a chiamarla ‘Teoria della Relatività’?

Il 1905 fu quello che venne definito l’anno ‘mirabilis’ per Einstein e per la storia della Fisica. Nel giro di 7 mesi lo scienziato pubblicò ben 6 lavori che stravolsero la scienza e ancora oggi vengono studiati e approfonditi.

Uno di questi articoli, che venne capito a fondo solo molto più tardi (Einstein vinse il Nobel per la Fisica nel 1921 per un lavoro sui fotoni che faceva parte di questi articoli ma che oggi viene considerato ‘minore’ rispetto ai successivi) era intitolato - Zur Elektrodynamik bewegter Körper (Sull'elettrodinamica dei corpi in movimento).

Prima di inviare quell’articolo alla prestigiosa rivista scientifica Annalen der Physik, si accorse che mancava ancora qualcosa e aggiunse tre pagine di una sorta di ‘post scriptum’ nelle quali veniva riassunto il succo della teoria, la famosa equazione E = mc2. L’energia è equivalente alla materia.

Ma quell’opera di filosofia, intuizione e matematica, come la definì un altro grande fisico, Niels Bohr, si iniziò a definirla ‘teoria della relatività ristretta’ solo dopo che lo stesso Einstein pubblicò, 11 anni dopo, un altro articolo per la Annalen der Physik, questa volta intitolato Die Grundlage der allgemeinen Relativitätstheorie – “La base della teoria della relatività generale”.

Solo dopo quell’articolo la teoria del 1905 iniziò ad essere chiamata teoria della relatività ristretta per distinguerla dalla relatività ‘generale’. Anche dopo quella pubblicazione, 1916 quindi, a lungo non si sentì parlare di ‘Relatività di Einstein’ perché molto ci volle prima che qualcuno iniziasse a capirla sul serio.

La bizzarra ‘equazione di campo’, contenuta in quell’articolo, ancora oggi molti scienziati ammettono di non essere sicuri di averla capita.

Lo stesso Einstein scrisse “Max Planck (premio Nobel per la Fisica nel 1930) non capiva nulla di fisica perché durante l'eclissi del 1919 è rimasto in piedi tutta la notte per vedere se fosse stata confermata la curvatura della luce dovuta al campo gravitazionale. Se avesse capito la teoria, avrebbe fatto come me, e sarebbe andato a letto”.

Siamo quindi sicuri che Freud, morto nel 1939 a 83 anni, avrebbe potuto fare in tempo a sentir parlare della ‘Teoria della relatività di Einstein’?

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