18:43 25 Novembre 2020
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Quest’anno, dicono gli astronomi, le ‘Orionidi’ offriranno uno spettacolo ancora più bello con quasi trenta ‘stelle cadenti’ all’ora. Come. dove e quando godersi al meglio questo intrattenimento offerto dalla natura.

Le meteore che attraversano il cielo in questi giorni sono tra le più veloci in assoluto perché la Terra le sta colpendo quasi frontalmente. Il momento migliore per vederle quest’anno è il 21 ottobre, ma anche dopo il picco la ‘pioggia’ sarà visibile per tutto il resto del mese, a patto ovviamente che la Luna non si metta di mezzo nel vostro punto di osservazione e la sua luce riflessa non le ‘oscuri’.

Lo sciame delle Orionidi prende il nome dalla direzione da cui sembrano irradiarsi, che è vicino alla costellazione di Orione, anche se in realtà, non c’entrano nulla con la costellazione delle stelle Rigel e Betelgeuse, nota anche come ‘costellazione del cacciatore’.

L’origine dello sciame di meteoriti

L’origine delle Orionidi è piuttosto dovuta al passaggio della cometa di Halley (1P/Halley). Questa famosa cometa compie la sua orbita intorno al Sole ogni 76 anni. L’ultimo passaggio al perielio (punto dell’orbita più vicino al Sole e visibile dalla Terra) è stato nel 1986, il prossimo nel 2061. Ad ogni passaggio, l’avvicinamento al Sole implica il rilascio di una scia di particelle della cometa che restano sospese in quell’orbita.

Quando il nostro pianeta passa su quelle scie, ecco che quelle micrometeore impattano nella nostra atmosfera e si disintegrano. È quello che comunemente chiamiamo ‘stelle cadenti’ ed è un fenomeno che si ripete tutti gli anni alle Eta Aquaridi (da metà aprile a fine maggio), le Orionidi (dal 2 ottobre al 7 novembre) e le Perseidi (dalla fine di luglio fino oltre il 20 agosto).

Ma mentre quest’ultimo fenomeno, la famosa ‘notte di San Lorenzo’ (10 agosto) è dovuto al passaggio della Terra sulla scia della cometa Swift-Tuttle (ultimo passaggio al perielio nel 1992, il prossimo nel 2126), le Eta Aquaridi e le Orionidi sono dovute proprio al doppio passaggio del nostro pianeta sull’orbita in cui riposano le polveri lasciate dalla Halley.

Perché quest’anno il fenomeno sarà più intenso

Bill Cooke, esperto di meteoriti della NASA ha spiegato ai media qual è il modo migliore per osservare questo spettacolo della natura, incoraggiando gli osservatori a fare uno sforzo perché quest’anno potrebbe valerne particolarmente la pena.

I picchi massimi osservabili infatti sono molto variabili perché dipendono dal fatto che ogni volta incrociamo una scia che potrebbe essere più o meno ricca, più o meno già ‘ripulita’ o potrebbe anche non essere sempre la stessa identica dato che la cometa passa sì, una volta ogni 76 anni, ma sono già millenni che passa. Durante il picco si possono osservare in media una trentina di ‘stelle cadenti’ all’ora ma, dice il professor Cooke, quest’anno potremmo arrivare ad una media di cinquanta, con in più il vantaggio di avere la Luna in fase favorevole.

Come osservare

Le meteore orionide sono visibili da qualsiasi parte della Terra e possono essere osservate ovunque nel cielo.

Se trovi la costellazione di Orione, il cacciatore, il radiante (o punto di origine) della pioggia di meteoriti sarà vicino alla spada di Orione, leggermente a nord della sua spalla sinistra (la stella Betelgeuse). Ma non bisogna guardare dritto in questo punto, ha detto Cooke, "perché le meteore vicine al radiante hanno scie brevi e sono più difficili da vedere".

L'inquinamento luminoso può ostacolare la visione quindi ecco i suggerimenti dell'esperto:

  • Allontanatevi dalle luci della città, che possono ostacolare lo spettacolo.
  • Uscite di casa verso l'1:30 e lasciate che gli occhi si adattino all'oscurità per circa 20 minuti.
  • Ideale osservare il cielo in posizione sdraiata e usare solo gli occhi per l’osservazione
  • Alcuni Orionidi possono sfrecciare fino a 238.000 km/h, quindi nessuno strumento progettato per osservazioni fisse può essere d’aiuto

Le Orionidi non sono l'unico motivo per dedicarsi all'osservazione del cielo notturno in questo autunno: dopo l'opposizione con il Sole Marte rimane vicino alla Terra e visibile ad occhio nudo.

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