04:05 29 Novembre 2020
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Un astronomo dell'Osservatorio Astrofisico di Crimea ha parlato delle conseguenze che avrebbe la collisione dell'asteroide 2018 VP1 con il nostro pianeta, scenario che ha lo 0,4% di possibilità di concretizzarsi secondo gli astrofisici.

Un asteroide di diversi metri potrebbe cadere sulla Terra il prossimo 2 novembre, il giorno prima delle elezioni presidenziali statunitensi, aveva riferito in precedenza l'astrofisico americano Neil DeGrasse Tyson sui social, evitando però allarmismi.

"Non è abbastanza grande da provocare danni. Quindi se il mondo finisce nel 2020, non sarà colpa dell'Universo", il suo commento su Twitter.

Il dottore in Scienze Fisiche e Matematiche e capo del Laboratorio dei pianeti piccoli del Sistema Solare dell'Osservatorio Astrofisico di Crimea, l'astronomo Nikolay Kiselev, ritiene che ci sia una piccola probabilità che l'asteroide 2018 VP1 entri nell'atmosfera terrestre, ma anche in questo caso è improbabile che possa causare danni.

"L'asteroide è stato scoperto nel 2018 dall'Osservatorio di Mount Palomar. Il suo diametro è stimato tra 2 e 4 metri. Legarlo alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti è quantomeno ridicolo. Si tratta di un fenomeno abbastanza ordinario, durante questo periodo, tra la fine di ottobre e l'inizio novembre: diversi asteroidi si avvicineranno alla Terra. Uno di loro è proprio questo. Appartiene al gruppo "Apollo", ruota più lontano di quanto la Terra ruoti attorno al Sole, ma al momento della distanza massima della Terra dal Sole alcuni di loro attraversano l'orbita del pianeta e in questo caso potrebbe verificarsi un avvicinamento", ha detto Kiselev a Sputnik.

Lo scienziato stima che la probabilità di collisione con il nostro pianeta siano basse, ma non pari a zero: 0,4%. Si considerano diversi scenari per l'avvicinamento dell'asteroide alla Terra per l'influenza della gravità degli altri pianeti del sistema solare e della Luna. Secondo un'ipotesi, l'asteroide "alle 3 dell'orario di Mosca del 1° novembre (in Italia 1 ndr), passerà a 60mila chilometri".

"Per lo scenario migliore passerà ad una distanza di 420mila chilometri alle 4 dell'orario di Mosca il 1° novembre (in Italia le 2). L'opzione peggiore, con lo 0,4% di probabilità, prevede l'ingresso nell'atmosfera terrestre. Cosa potrebbe succedere? Sull'esempio del meteoroide di Chelyabinsk, che non aveva un diametro di metri, ma chilometri, non si è completamente bruciato, il suo frammento principale è caduto nel lago e aveva un peso di 600 chilogrammi. Tutto dipende dalla composizione: se non sarà massiccio, collasserà e brucerà. Ma è improbabile che causerà qualche danno", ha detto Kiselev.

Ad agosto una delle divisioni della Nasa ha riferito che l'asteroide 2018 VP1 si sarebbe avvicinato alla Terra a una distanza minima il 2 novembre alle 18.33 circa dell'orario di Mosca (in Italia 16.33 - ndr).

L'asteroide è stato scoperto il 3 novembre 2018. Appartiene al gruppo Apollo, cioè gli asteroidi le cui traiettorie attraversano l'orbita terrestre.

Tags:
Astronomia, Terra, Scienza e Tecnica, Spazio, asteroide
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