18:18 28 Novembre 2020
Scienza e tech
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La città cinese di Shenzhen metterà in campo una politica di concessione di visti per personale straniero altamente qualificato e concederà incentivi alle società del settore tech.

Nel nuovo piano quinquennale di sviluppo della metropoli, pubblicato congiuntamente dalla Cancelleria del Comitato Centrale del Partito comunista cinese e dal Consiglio di Stato cinese, a Shenzhen sarà concesso un significativo grado di autonomia nella gestione di molte questioni. Quarant’anni dopo la trasformazione da piccolo villaggio di pescatori a prima zona economica speciale del Paese, le autorità cinesi ripongono nuovamente le loro speranze nella marittima città di Shenzhen identificandola come principale volano dello sviluppo e dell’innovazione.

Possiamo affermare che 40 anni fa i presupposti per lo sviluppo di Shenzhen erano comparabili a quelli di oggi. Nel 1980 le autorità cinesi selezionarono questa cittadina per la creazione di una zona economica speciale finalizzata ad attirare investimenti stranieri. La scelta non fu casuale: Shenzhen doveva diventare la risposta cinese alla vicina Hong Kong che al tempo non era ancora rientrata sotto la giurisdizione cinese. A Shenzhen fu creato un incredibile cluster industriale.

Qui furono condotti i primi esperimenti con le riforme di mercato che in seguito furono implementate in tutto il Paese. Nel complesso l’esperimento si rivelò positivo. Nell’arco di 40 anni Shenzhen si tramutò in una gigantesca metropoli cinese dove hanno sede molti giganti tech, fra cui Huawei. Il PIL della città è cresciuto a ritmi incredibili e l’anno scorso si è attestato a 2.690 miliardi di yuan (ossia 374 miliardi di dollari). Shenzhen si è collocata, dunque, in terza posizione dietro soltanto a Pechino e Shanghai ma superando Hong Kong. Mentre per PIL pro capite Shenzhen si è posizionata prima con un valore prossimo ai 30.000 dollari.

 Per molti anni Shenzhen ha svolto il ruolo di sandbox normativa, nonché di leader nelle riforme di mercato e di apertura verso l’esterno. Molte altre città hanno seguito l’esempio di Shenzhen e questo ha consentito alla Cina di modernizzare la propria economia e di mantenere elevati ritmi di crescita. Al momento rimane da creare un nuovo modello di crescita. La Cina non è più un povero Paese in via di sviluppo e le entrate della popolazione sono in crescita. Pertanto, è necessario abbandonare l’approccio a una produzione orientata all’export a favore di uno sviluppo innovativo. E Shenzhen sarà nuovamente la piattaforma ideale per condurre questo esperimento.

In base al piano quinquennale le autorità di Shenzhen saranno autonome nella ripartizione dei lotti di terreno per la creazione di spazi industriali e di nuovi alloggi. In passato per la ripartizione dei lotti era necessario ottenere l’autorizzazione dalla provincia di Guangdong e dalle autorità del governo centrale. Inoltre, Shenzhen dovrà guidare il processo di internazionalizzazione dello yuan e della ulteriore apertura del settore finanziario.

Pechino si aspetta da Shenzhen l’individuazione di soluzioni innovative per la commercializzazione delle nuove scoperte tecniche e scientifiche, nonché per la distribuzione delle risorse sul mercato. Al momento le risorse destinate alla R&S sono distribuite dal governo centrale direttamente o mediante le autorità locali. A Shenzhen si prevede di delegare parzialmente questa funzione al mercato e, anche, agli investitori privati. Questo contribuirà a migliorare l’efficacia della ripartizione delle risorse e, in ultima istanza, ad incrementare il ritorno sull’investimento in R&S. Si ritiene che la Silicon Valley abbia conseguito grandi traguardi proprio grazie a meccanismi di mercato per la distribuzione delle risorse. Per attirare i migliori scienziati al mondo Shenzhen intende infine semplificare le procedure per l’ottenimento di visto e permesso di soggiorno. In tal modo, la metropoli della Cina meridionale diventerà più attrattiva per gli esperti di tutto il mondo, sostiene Zhou Rong, collaboratore dell’Istituto di finanza presso l’Università popolare cinese. 

“Credo che Shenzhen presenti maggiori vantaggi rispetto a Hong Kong nell’attirare talenti. Gli stipendi a Shenzhen non sono inferiori a quelli di Hong Kong e gli affitti sono più accessibili. Inoltre, si adotteranno misure per attirare società straniere in modo che queste dislochino la propria sede nella città cinese. Così Shenzhen ospiterà le sedi di oltre 500 grandi società nell’area di Asia Pacifico. Inoltre, dovremo incentivare la creazione di nuove joint venture come FAW Toyota, FAW Volkswagen e sfruttare i vantaggi delle rispettive società”. Come 40 anni fa anche oggi si dà a Shenzhen la possibilità di testare soluzioni innovative nel sistema finanziario. Proprio Shenzhen diventerà la piattaforma per testare su larga scala la valuta digitale nazionale messa a punto dalla Cina. Le autorità di Shenzhen hanno comunicato di recente che distribuiranno ai cittadini di uno dei quartieri buoni digitali per il valore di 10 milioni di yuan (200 yuan a testa). Questi fondi potranno essere spesi in negozi affiliati al progetto dello yuan digitale. Secondo l’esperto Zhou Rong, Shenzhen dispone di una serie di qualità distintive uniche rispetto a Hong Kong. E in futuro sarà proprio Shenzhen a diventare la città più attrattiva della Cina per gli imprenditori internazionali.

“Sebbene Shenzhen imiti in larga misura Hong Kong, la prima avrà risultati migliori della seconda. Infatti, Shenzhen non prende semplicemente in prestito il modello di Hong Kong, ma lo migliora. Il grado di apertura verso l’esterno di Shenzhen non è inferiore a quello di Hong Kong. Shenzhen è in grado di condurre una strategia più pragmatica finalizzata ad attirare investitori e a trarre beneficio dalla sua dislocazione geografica nella Baia Profonda. Questo aiuterà la città ad attirare 500 grandi imprese. In secondo luogo, Shenzhen è strettamente legata alla restante parte della Cina continentale. La politica degli investimenti di Shenzhen è una versione migliorata di quella di Hong Kong e viene definita la “Shenzhen +”. Infine, Shenzhen è già una solida base per le ricerche scientifiche, la città è in grado di offrire un ottimo grado di integrazione tra le società straniere altamente qualificate e le grandi imprese cinesi. Da non sottovalutare è anche la maggiore stabilità di Shenzhen rispetto a Hong Kong”.

Le autorità cinesi intendono trasformare Shenzhen nel nuovo hub finanziario e tecnologico mondiale il quale grazie alla sua posizione geografica unica potrebbe diventare al contempo la nuova Silicon Valley e la nuova Wall Street dell’Asia. Chiaramente, esistono determinati rischi esterni. Gli USA hanno imposto sanzioni ai danni di Huawei e di diverse altre società del comparto tech. Tuttavia, al momento gli investitori stranieri continuano ad apprezzare le prospettive di crescita del mercato cinese. Stando ai dati del FMI, la Cina alla fine dell’anno sarà l’unico grande Paese con un’economia in trend positivo. Grazie a questo Pechino riuscirà a proseguire con una politica monetaria moderata creando un clima favorevole per gli investimenti. Nel mese di luglio l’afflusso netto di capitali stranieri investiti in obbligazioni cinesi ha toccato i 21,3 miliardi di dollari, il valore più elevato dal 2014 (inizio delle statistiche). Il valore complessivo delle obbligazioni detenute da investitori stranieri si attesta su 360 miliardi di dollari, ossia il 13,7% in più rispetto all’anno scorso.

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