01:10 30 Ottobre 2020
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Dalla pubblicazione del celebre libro di Sigmund Freud “Interpretazione dei sogni” sono passati 120 anni.

L’opera innescò una rivoluzione non solo nell’ambito della psicologia, ma anche culturale: infatti, al suo interno fu proposta per la prima volta l’idea secondo cui i sonni notturni non sono affatto messaggi provenienti da fuori, ma il prodotto del nostro subconscio. In quest’articolo Sputnik vi illustra come leggere gli incubi più persistenti, perché sognare di volare è sempre un buon segnale. Vi proponiamo poi la visione di alcuni film sull’argomento.

Segno del destino o del subconscio?

Provate a ricordare cos’avete sognato stanotte. Probabilmente dovrete concentrarvi un po’ per riuscirci. Non si accettano risposte negative: infatti, secondo gli studi, in media ogni notte ogni persona sogna circa 2 ore e vede “immagini” dalle 4 alle 6 ore. Tuttavia, il cervello nella maggior parte dei casi ha premura di eliminare queste immagini rapidamente.

In passato si credeva che i sogni fossero messaggi premonitori del nostro destino: per comprenderli ci si rivolgeva a figure in grado di interpretarli e se ne consultava il significato su appositi manuali. Tuttavia, Sigmund Freud spiegò che non si tratta di una rilevazione divina, quanto piuttosto di una produzione inconscia.

“L’opera freudiana "Interpretazione dei sogni" rimane attuale ancora oggi. Ma anche in questo c’è un paradosso: come qualsiasi genio, le scoperte di Freud portarono al rallentamento del successivo sviluppo della psicanalisi poiché il professore aveva già detto tutto sull’argomento. Ad oggi, infatti, non è stato più scoperto niente di rivoluzionario in questo settore", spiega Aleksey Melekhin, dottorando in psicologia ed esperto del sonno.

L’opera di Freud, però, non divenne subito un bestseller: ci vuole molto tempo prima che venissero comprate tutte le copie della prima edizione. Con il tempo il pubblico apprezzò il libro e già nel 1913 vi fu un’edizione in lingua russa.

L’idea di fondo dell’opera è in sostanza questa: “Nel sonno riaffiora ciò che è stato sommerso nelle profondità del subconscio durante la veglia. Lì il vero “io” della persona viene fuori”, spiega Melekhin. Per spiegare al meglio il concetto, Freud utilizza una metafora che coinvolge la censura politica: il subconscio relativo alle nostre paure e ai nostri desideri più reconditi è costretto a comunicare per allusioni per paura di essere punito.

“Nei sogni più invadenti la psiche tenta di concludere il processo di Gestalt: anzitutto, identificare un evento che vi ha colpito in maniera particolare; in secondo luogo, trovare una risposta a una questione irrisolta; in terzo luogo, elaborare le paure più recondite”, spiega Viktorya Dubinskaya, direttrice dell’Associazione degli psicologi.

Film

Gli sceneggiatori hanno presto capito le incredibili opportunità che rappresentava il sonno come strumento di narrazione e lo hanno utilizzato già nei primi film muti: ad esempio, nella pellicola Il gabinetto del dottor Caligari (1920).

Il sonno del protagonista diventa ben presto una delle tecniche più note per giustificare sviluppi e discrepanze di trama inverosimili. In fin dei conti, tutto ciò che è successo può rivelarsi un semplice sogno.

Il genere spazia dalla commedia leggera (Ivan Vasiljevic cambia la professione) fino al più complesso thriller investigativo (Mulholland Drive), dal film drammatico con elementi investigativi (lo spagnolo Apri gli occhi e il suo celebre remake Vanilla Skycon Tom Cruise) agli anime (La città incantata).

Dopo la recente uscita sugli schermi di Tenet di Christopher Nolan, in cui il registra ha investigato il fenomeno del tempo, viene spontaneo il rimando a un’altra sua opera- Inception.
Il film sul talentuoso ladro in grado di penetrare nei sogni altrui ha raccolto oltre 800 milioni di dollari al botteghino ed è stato premiato con quattro premi Oscar.
Dieci anni prima rispetto ai protagonisti dei film di Nolan, a trovarsi nella testa di un’altra persona vi fu Jennifer Lopez nel ruolo di una psichiatra nel film La Cellula (2000). In realtà Lopez era spinta dai migliori intenti: infatti, cercava nella testa di un pazzo indizi su dove si trovassero le sue vittime.

Nella pellicola The Jacket (2005) con Adrien Brody viene affrontato il complesso tema dei sogni coscienti: allenandosi è possibile effettivamente avere il controllo sulle trame dei nostri sogni notturni. Il protagonista del film si dirigeva nel “mondo del futuro” soltanto compiendo un determinato rituale: ossia, indossando una camicia di forza.

Stéphane del film “L’arte del sogno” è un giovane perso tra la realtà e i propri sogni così come la sua amata, interpretata da Charlotte Gainsbourg. I particolari effetti speciali hanno sortito riscontri anche molto diversi tra gli spettatori. Ma nel complesso il film è costruito proprio sulla base delle leggi del sogno: a volte appare, infatti, inspiegabile e irrazionale.

Trame

Nella mente di tutti noi si trova uno sceneggiatore che ogni notte si occupa del palinsesto.

“I sogni variano in base alle reali esperienze vissute dalla data persona o dal contesto socioculturale in cui è immerso il soggetto”, spiega Melekhin. Possono anche variare in base all’età e, soprattutto, a seconda del genere.

Ad esempio, secondo lo psicologo, fra i più frequenti incubi delle sue pazienti ci sono ostacoli fisici insormontabili (scale senza ringhiera, ascensori che salgono o scendono bruscamente), attacchi di maniaci, attriti con i colleghi. Gli uomini invece sono soliti fare la guerra nei loro sogni, “il che riflette le loro paure ed è indicatore di esaurimento psicologico”.

“Dicono che quando si sogna si riceve un telegramma dall’Universo, mentre quando si fa un incubo è come essere convocati a giudizio”, aggiunge la psicologa integrativa Milana Kuzmina.

Se una persona è particolarmente schiva e non ama parlare in pubblico ma le capita di farlo, potrebbe sognare di trovarsi per strada o in un altro luogo affollato senza vestiti. Essere bocciati agli esami o a un’interrogazione è sogno ricorrente non tanto di chi non ha mai brillato a scuola, quanto dei perfezionisti che temono di non farcela con il prossimo compito che verrà loro assegnato.

Gli amanti del controllo sognano anche di guidare un’auto incontrollabile, ossia di non riuscire a prendere la situazione in mano. Se periodicamente di notte vi capita di sognare di sfuggire a un inseguimento, evidentemente c’è qualche problema che si sta ingigantendo. Mentre vedere in sogno la propria morte non è affatto una premonizione del proprio destino, ma un segnale inviato dal subconscio: farla finita con una certa attività e ricominciare da capo.

Sentirsi cadere nel vuoto potrebbe essere un celato messaggio dell’impossibilità di affrontare grandi difficoltà al lavoro o nella vita personale. Mentre invece sognare di volare è un segnale molto buono.

“È interessante che ciascuno di noi in cielo si comporti in modo diverso: alcuni sventolano le braccia come gli uccelli con le ali, altri fluttuano come un aeroplano. Alcuni stanno più in alto all’altezza delle nuvole, altri si elevano poco dalla terraferma”, spiega Dubinskaya. “Ma queste situazioni non sono sognate da un soggetto stressato. Nel complesso, questi sogni sono legati a un rilascio di energia interna e condizionati da una movimentazione di forze creative. Pertanto, spesso sono i bambini a volare nel sonno”.

Interpretazioni

Sognare di arrivare in ritardo in aeroporto o in stazione viene interpretato dalla maggior parte dei più noti esperti, ivi incluso Ian Wallace (autore di The Complete A to Z Dictionary of Dreams), come un segnale di eccessiva stanchezza accumulata. Tuttavia, Melekhin spiega in che modo lavora in questo ambito seguendo il principio delle libere associazioni: quando un suo giovane paziente sente la parola “treno”, gli viene in mente il “lavoro”; mentre quando sente il verbo “ritardare”, si ricorda di aver letto di recente su una rivista l’articolo “Cose da fare assolutamente entro i 30”. Dunque, l’incubo persistente potrebbe riflettere le sue paure lavorative o le preoccupazioni in merito ad eventuali traguardi lavorativi non raggiunti.

“Lavorare sui sogni può richiamare in qualche modo la lettura di un testo letterario. Bisogna all’inizio elaborare il dato senza affrettarsi con le interpretazioni e con i giudizi”, consiglia Melekhin. “Provate ad analizzare attentamente quanto sognato. Alla fine il sogno è come un rebus più o meno complicato da risolvere”.

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