05:53 24 Ottobre 2020
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Le montagne su Plutone hanno cime innevate che potrebbero essersi formate dall'alto verso il basso anziché dal basso verso l'alto, il contrario di come si formano le cime innevate sulla Terra, secondo un nuovo studio che aggiunge dell’altro insolito a quello che è già uno dei corpi celesti più ‘strani’ del nostro Sistema solare.

Plutone è senz’altro uno degli oggetti celesti più atipici che ruotano intorno al nostro Sole. Considerato a lungo il nono pianeta del Sistema solare, da quando l’astronomo statunitense Clyde Tombaugh lo scoprì nel 1930, è stato nel 2006 declassato a ‘pianeta nano’. Un pianeta nano è un corpo celeste orbitante attorno a una stella ma caratterizzato da una massa insufficiente da ‘ripulire’ la propria fascia orbitale da altri oggetti di dimensioni confrontabili. Plutone in effetti orbita nella fascia di Kuiper, dove convive con innumerevoli altri corpi celesti tra i quali Eris, altro pianeta nano dal diametro inferiore ma dalla massa superiore (27% in più). Entrambi per altro hanno massa inferiore rispetto alla nostra Luna. L’orbita di Plutone è particolarmente ellittica, varia dalle 30 alle 49 Unità Astronomiche (distanza Terra – Sole).

New Horizons svela nuovi stravaganti dettagli

Ma non sono solo queste le ‘stranezze’ di Plutone. L’esame dei dati inviati dalla sonda New Horizons, giunta sul pianeta nano nel 2015 per studiarlo, ha rivelato nuove curiosità. La sonda della NASA, ha rivelato un paesaggio sorprendentemente complesso e diversificato su questo lontano, piccolo mondo. La superficie ghiacciata di Plutone varia notevolmente, con regioni dominate da diversi tipi di ghiaccio: dal ghiaccio di metano a quello d’azoto, per comprendere persino il ghiaccio d'acqua.

"Il fondamento roccioso di Plutone è fatto di ghiaccio d'acqua, ma è così freddo che il ghiaccio è più duro persino della roccia",

ha detto l'autore principale di un nuovo studio, Tanguy Bertrand, al portale specializzato Space.com. Lo scienziato planetario presso il Centro di ricerca Ames della NASA a Moffett Field, in California, ha spiegato come le montagne su Plutone siano costituite da questo freddo e durissimo ghiaccio d'acqua che di fatto le pietrifica.

Cosa ancora più sorprendente è che presso due di queste catene montuose di ghiaccio pietrificato, le catene di Pigafetta ed Elcano, nella regione equatoriale di Plutone chiamata Cthulhu, gli scienziati hanno rilevato picchi "sorprendentemente simili alle catene montuose innevate che si vedono sulla Terra", ha detto Bertrand. "Un tale paesaggio non era mai stato osservato altrove nel Sistema solare".

Cime innevate in assenza di acqua e a 230 gradi sotto zero?

Le vette di Pigafetta Montes, che arrivano a quasi 3500 metri al di sopra delle loro basi, possiedono calotte luminosamente riflettenti ad altitudini superiori ai 1500 metri. Ma come è possibile che su di un pianeta nano, con un’atmosfera per forza rarefatta e temperature prossime allo zero assoluto (temperatura media di Plutone intorno ai – 230 gradi C.), e ovviamente niente acqua, si formino delle cime innevate?

A forza di esaminare i dati ad alta risoluzione inviati da New Horizons gli scienziati sono arrivati alla seguente conclusione:

“Si tratta di ghiaccio di metano puro, con tracce di ghiaccio di azoto", ha rivelato Bertrand.

Formazione inversa dall’alto verso il basso

Sulla Terra, le cime innevate di montagna si formano quando i venti umidi salgono verso l'alto e si raffreddano, mentre le temperature scendono con l'aumentare dell'altitudine. L'umidità che sale si condensa man mano che diventa più freddo, formando la neve sulle cime delle montagne.

"Il metano è un gas in traccia su Plutone, come il vapore acqueo sulla Terra, quindi inizialmente sembrava logico che le gelate ad alta quota viste su Plutone potessero formarsi come sulla Terra", ha detto Bertrand che poi però ha aggiunto:

“Tuttavia, su Plutone, accade il contrario. Abbiamo scoperto che un nuovo e unico processo atmosferico forma queste montagne innevate su Plutone. È straordinario vedere che due paesaggi molto simili sulla Terra e su Plutone possono essere creati da due processi molto dissimili".

Le nuove simulazioni hanno rivelato che la circolazione atmosferica su Plutone può concentrare il gas metano a pochi chilometri di altitudine ed è questo gas che può andare a condensarsi sulle catene montuose formando quella particolare brina che assomiglia alle nostre cime innevate.

Plutone è talmente lontano dal Sole ed è talmente freddo, che la sua sottile atmosfera è più calda con l’aumentare dell’altitudine, dove vi è maggiore irradiazione solare. L’esatto contrario di quanto avviene sulla Terra. Da qui anche la formazione ‘inversa’ delle brine e le ‘nevicate’ di metano sulle cime.

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