14:50 24 Ottobre 2020
Scienza e tech
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Tre sfere di cuoio rinvenute nelle sepolture dell’antico cimitero di Yanghai nei pressi di Turfan, nella Cina nord-occidentale, si sono rivelate le più antiche dell’intera Eurasia e si stanno rivelando un vero rompicapo per gli archeologi. A quale antico gioco servivano?

Si tratta di tre sfere dal diametro da 7,4 a 9,2 centimetri che gli scienziati hanno datato utilizzando l'analisi al radiocarbonio e sono risultate antiche tra i 2.900 e 3.200 anni. I risultati della scoperta sono pubblicati sulla rivista specializzata Journal of Archaeological Science e stanno incuriosendo gli scienziati di tutto il mondo sul gioco cui potessero servire a quel tempo.

I giochi con la palla sono stati popolari in tutto il mondo sin dai tempi antichi. Le prime palle da gioco attualmente conosciute furono prodotte in Egitto circa 4.500 anni fa dal lino. Nell'America centrale già 3.700 anni fa si giocava con palle di gomma, come dimostrano i monumentali campi da gioco in pietra e le antiche iscrizioni e, finora, si credeva che il prototipo dei giochi moderni più popolari con la palla (calcio e pallavolo) fossero apparsi in Grecia circa 2.500 anni fa e solo tre secoli dopo anche in Cina. Questo ritrovamento quindi, compiuto da ricercatori svizzeri, tedeschi e cinesi, costringe a riconsiderare questo punto di vista.

"Queste palle sono circa cinque secoli più vecchie delle più antiche palle da gioco conosciute in Eurasia", ha detto in un comunicato stampa l'autore principale della ricerca Patrick Wertmann dell'Istituto di studi orientali e asiatici dell'Università di Zurigo. "Sfortunatamente, le informazioni archeologiche correlate non sono sufficienti per rispondere alla domanda su come si giocasse con queste palle".

I ricercatori hanno suggerito che molto probabilmente, piuttosto che con le mani (ancor meno probabile con i piedi) venissero giocate con delle mazze a cavallo, in maniera del tutto simile al moderno polo.

Bastoni ricurvi simili alla bisogna sono infatti stati trovati nello stesso sito di Yanghai, anche se non esistono collegamenti diretti evidenti e sono comunque databili successivamente.

"Pertanto, le palle di cuoio di Yanghai non sono associate alle prime forme di hockey su prato o di polo, sebbene due delle palle siano state trovate in tombe di corridori", dice Wertmann.

Le immagini sui muri delle tombe cinesi dell'VIII secolo d.C. servono come prova indiretta che la palla era usata specificamente per un gioco come il polo equestre. Sulla palla, che i corridori giocano con l'aiuto delle mazze, è ben visibile una croce, la stessa delle palle delle tombe di Yanghai.

Gli autori ritengono che i giochi con la palla equestre facessero parte dell'esercizio fisico e dell'addestramento militare durante il periodo di massimo splendore dell'era equestre della regione. Nelle sepolture, insieme alle palle, hanno trovato elementi di imbracatura e maniglie di fruste, oltre a uno dei pantaloni più antichi del mondo: un capo di abbigliamento per un cavaliere.

Secondo gli scienziati, la scoperta indica che lo sport svolgeva un ruolo importante nella società ed era una forma diffusa di svago, e conferma ancora una volta che diversi millenni fa la Cina era il centro dell'innovazione in Eurasia.

Questo studio fa parte di un più ampio progetto di ricerche Sino-Indo-Iraniche condotto dall'Istituto di Studi Orientali e Asiatici dell'Università di Zurigo e dalla sede di Pechino del Dipartimento di Eurasia dell'Istituto Archeologico Tedesco della Libera Università di Berlino. L'obiettivo del progetto è la ricerca di dati linguistici, storici e archeologici che indicano i primi scambi tra l'Asia centrale e la Cina.

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