05:54 20 Ottobre 2020
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I ricercatori dell'agenzia scientifica nazionale australiana, hanno studiato il SARS-CoV-2 per scoprire quanto tempo riesce a resistere questo virus al di fuori del corpo ospite e rimanere attivo. Hanno scoperto che, alle migliori condizioni e su alcune superfici, può sopravvivere per un tempo molto più lungo di quanto si credesse in precedenza.

Su banconote e vetro, come quello dei telefoni cellulari, può sopravvivere fino a 28 giorni se le condizioni gli sono ottimali, cioè al buio e ad una temperatura di 20 gradi Celsius.

La ricerca, condotta presso l'Australian Center for Disease Preparedness (ACDP) a Geelong, e pubblicata sul Virology Journal, ha rilevato che:

  • Il SARS-CoV-2 sopravvive più a lungo alle temperature più basse
  • Perdura maggiormente sulle superfici non porose o lisce (vetro, acciaio inossidabile, vinile), meno su quelle porose come il cotone. Gli esperimenti dimostrano che, per lo stesso motivo, sopravvive meglio sulle banconote di plastica (come il dollaro australiano), rispetto alle tradizionali di carta.
L'amministratore delegato di CSIRO (Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation – l’Agenzia scientifica nazionale australiana), Larry Marshall, ha affermato che la ricerca sulla sopravvivenza sulle superfici è basilare per prevenire e mitigare la diffusione del virus.

La dott.ssa Debbie Eagles, vicedirettore dell'ACDP, che ha lavorato sia per comprendere il virus che per testare un potenziale vaccino ha aggiunto e spiegato:

"I nostri risultati mostrano che il SARS-CoV-2 può rimanere infettivo sulle superfici per lunghi periodi di tempo, rafforzando la necessità di buone pratiche come il lavaggio regolare delle mani e la pulizia delle superfici. A 20 gradi Celsius, che è circa la temperatura ambiente media (in questo periodo in gran parte dell’Australia), abbiamo scoperto che il virus era estremamente robusto, sopravvivendo per 28 giorni su superfici lisce come le banconote di plastica e il vetro degli schermi dei telefoni cellulari. Per contestualizzare, esperimenti simili per il virus dell'influenza A, avevano dimostrato che questo può sopravvivere sulle stesse superfici per 17 giorni, il che evidenzia quanto sia maggiormente resiliente il SARS-CoV-2".

Sulle superfici lisce e non porose a 30 gradi il periodo di sopravvivenza scende a sette giorni e precipita a sole 24 ore a 40 gradi. Sul cotone passa da 14 giorni alle temperature ideali per il virus, per scendere a meno di 16 ore alle più alte.

L’irradiazione solare ha un ruolo fondamentale, come già noto alla scienza, l’esposizione diretta ai raggi solari (ultravioletti) può inattivare molto rapidamente il virus.

Il direttore dell'ACDP, il professor Trevor Drew, ha specificato che molti virus rimangono attivi su superfici esterne al loro ospite ma che: "Per quanto tempo possa sopravvivere e rimanere infettivo dipende dal tipo di virus, dalla quantità, dalla superficie, dalle condizioni ambientali e da come si deposita, ad esempio il tocco e le goccioline emesse dalla tosse. Proteine, grassi e fluidi corporei possono anche aumentare significativamente i tempi di sopravvivenza".

Sulla pelle

Nel frattempo in Giappone colleghi ricercatori dell’Università Medica della Prefettura di Kyoto, concentravano i loro studi sulla resilienza del virus specificatamente sulla pelle umana scoprendo che il SARS-CoV-2, in condizioni medie, può sopravvivere sulla pelle fino a 9 ore.

Il che, paragonato alla resistenza del virus dell’influenza suina a parità di condizioni – 2 ore – dimostra le capacità di questo nuovo coronavirus, come segnala la loro ricerca pubblicata su ZME Science.

Nell’aria

Contestualmente il Centers for Disease Control americano (CDC) ha rivisto da oggi le proprie linee guida sul COVID-19 includendo raccomandazioni sul pericolo di diffusione attraverso aerosol, cioè le piccole goccioline sospese nell’aria. Secondo il CDC ora il virus è capace di “rimanere nell’aria da minuti a intere ore” ed essere trasportato dagli aerosol a distanze che possono superare i sei piedi – la tradizionale raccomandazione dei 2 metri di distanziamento potrebbe quindi non essere più sufficiente sostiene il CDC. Il consigliere della Casa Bianca, l’immunologo Anthony Fauci, a tale proposito si è espresso nei seguenti termini secondo quanto riportato dalla CNBC: “Sono abbastanza convinto (I believe pretty confidently) che ci siano gli elementi per la trasmissione aerea”.

Confronto con studi precedenti

Esistono in letteratura svariati studi scientifici già pubblicati che cercano di determinare con quanta più precisione possibile i tempi di sopravvivenza del SARS-CoV-2 sulle varie superfici. Il calcolo è estremamente complesso per una serie di motivi. Per prima cosa i parametri che condizionano la capacità del virus di resistere all’esterno dell’organismo ospite sono svariati e difficili da calcolare tutti – come suggeriva lo stesso professor Trevor Drew, dipende non solo da temperatura, umidità, irradiazione solare e tipo di superficie, ma anche dalla quantità di sedimento, tipo di sedimento (se agevolato da componenti grasse, proteiche, fluidi corporei etc…), nonché dal ‘tipo’ di virus. Come sappiamo infatti i virus tendono a mutare nel tempo per adattarsi al corpo umano (non hanno interesse ad eliminare l’organismo che li ospita ma solo ad entrarvi) e alle condizioni esterne. Il loro scopo naturale è quello di divenire endemici, per cui nel tempo tendono ad essere meno letali ma più ‘adattabili’. Esiste anche tutto il discorso, sul quale gli scienziati si stanno ancora interrogando, sulla teoria dei vari ‘ceppi’. Per tutti questi motivi, una ricerca fatta in Australia in autunno, potrà dare risultati anche piuttosto differenti rispetto ad una ricerca fatta in Europa in primavera. Provando tuttavia a riassumere, mantenendo il ‘beneficio di inventario’, possiamo provare qui a riassumere i risultati dei più accreditati studi finora disponibili – quello pubblicato sul New England Journal of Medicine (NEJM) e quello pubblicato su The Lancet, lo scorso aprile.

  • Plastica – dai 3 ai 7 giorni di sopravvivenza
  • Acciaio inossidabile – dai 3 ai 7 giorni
  • Carta – fino a 4 giorni
  • Vetro – fino a 4 giorni
  • Legno – fino a 2 giorni
  • Cartone – 24 ore
  • Rame – fino a 4 ore
In Acqua

Una più recente ricerca pubblicata su ScienceDirect, ha studiato in dettaglio la questione della sopravvivenza del SARS-CoV-2 nell’acqua. Poiché tracce del virus erano state trovate in campioni fecali di alcuni pazienti, era sorto il dubbio se la malattia COVID-19 si potesse contrarre anche per via oro-fecale, di qui la necessità di studiare in dettaglio se anche l’acqua potesse divenire potenzialmente infetta e veicolo di infezione. Ne erano risultate le seguenti:

Il SARS-CoV-2 pare abbia una bassa stabilità in acqua e sia molto sensibile agli ossidanti come il cloro

In acqua si inattiva molto più rapidamente che sulle superfici

Non vi sono in ogni caso prove che il virus finora si sia mai trasmesso attraverso acqua contaminata o scarichi.

Il virus teme il caldo, e il freddo?

Gli studi dimostrano che, partendo dai 20 °C, all’aumentare della temperatura il virus soffra e riduca la sua resilienza, ma cosa succede se la temperatura scende? Secondo alcuni studi la sua temperatura di massima stabilità siano in 4 °C. Al diminuire torna ad indebolirsi. Calcoli precisi non sono ancora disponibili.

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