14:53 31 Ottobre 2020
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L'asteroide Bennu, attualmente vicino alla Terra, potrebbe ospitare le basi per l'emersione della vita sul nostro pianeta all'interno della sua superficie di 'detriti'. Una prima missione che indagherà a fondo sulla roccia spaziale potrebbe far luce sull'origine del sistema solare.

Secondo gli scienziati Bennu una volta faceva parte di un mondo molto più grande, coperto d'acqua, e potrebbe contenere la chiave della vita sulla Terra.

Per indagare in profondità la roccia, nell'ambito della missione OSIRIS-REx la NASA il 20 ottobre effettuerà un atterraggio su questo asteroide, dove raccoglierà campioni di materiale spaziale che gli scienziati potranno studiare in laboratorio e poi sulla Terra.

Non è la prima volta che la comunità astronomica mostra interesse per questo asteroide. OSIRIS-REx vi orbita intorno e conduce studi di ricognizione dal 2018, al fine di determinarne la composizione e la struttura. Ora, in vista della nuova missione, sono stati pubblicati sei documenti di ricerca che esaminano la storia e la composizione del corpo celeste.

Uno di questi documenti, redatto da Amy Simon del Goddard Space Flight Center, riguarda il ritrovamento di materiali organici e contenenti carbonio sull'intera superficie di Bennu. Qualcosa che gli scienziati spiegano come risultato del libero movimento dell'acqua attraverso il corpo che ha creato l'asteroide.

Questo è il primo rilevamento confermato di questi elementi costitutivi della vita su un asteroide vicino alla Terra, secondo il team che conduce lo studio. Si tratta di molecole organiche e minerali carbonatici, che hanno dato origine alla vita sul pianeta, portando infine all'apparire dell'umanità.

Per dimostrare la presenza di carbonio nei materiali analizzati, la Simon e i suoi colleghi hanno utilizzato la spettroscopia a infrarossi. Questi elementi costitutivi primitivi della vita sono particolarmente concentrati nelle singole rocce, ha spiegato il team.

"L'abbondanza di materiale contenente carbonio è un grande trionfo scientifico per la missione. Ora siamo ottimisti sul fatto che raccoglieremo e restituiremo un campione contenente materiale organico, un obiettivo fondamentale della missione OSIRIS-REx", afferma il principale ricercatore coinvolto della missione, Dante Lauretta, citato dal 'Daily Mail'.

Alcuni dei carbonati di cui hanno trovato prove si formano solo attraverso interazioni con l'acqua. Questa è la prova che Bennu faceva parte di un corpo genitoriale più grande con un sistema idrotermale. Pertanto, l'asteroide è nato dai detriti dei corpi dei suoi genitori e alcune delle sue vene minerali sono sopravvissute intatte, come ha scoperto il team della NASA.

"Ecco perché l'abbiamo esplorato con veicoli spaziali. Non ci aspettavamo di vedere queste cose, non possiamo vederle dalla Terra, e avevamo bisogno di orbitare molto vicino all'asteroide per notarle", dice Hannah Kaplan, sempre del Goddard Space Flight Center.

I raggi cosmici e i venti solari hanno esposto materiale fresco sulla superficie di Bennu e una di quelle aree (nella regione del cratere Nightingale) è precisamente dove atterrerà OSIRIS-REx, poiché quella posizione fornirà rapidamente una visione più limpida del sistema solare e sarà d'aiuto alla ricerca.

Scienziati di tutto il mondo hanno partecipato allo studio dei dati di Bennu, incluso il ricercatore della Open University Ben Rozitis, che ha analizzato i suoi cambiamenti di temperatura e ha scoperto che alcune delle sue rocce sono più deboli e più porose di altre. Rozitis dice che è improbabile che sopravvivano all'ingresso nell'atmosfera terrestre, poiché si surriscalderebbero ed esploderebbero.

Da queste analisi, possiamo capire quali condizioni erano presenti nella formazione del sistema solare 4,5 miliardi di anni fa, come si è successivamente evoluto e anche da dove provenivano i composti organici che giocato un ruolo primario nella nascita della vita.

 

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