20:03 24 Ottobre 2020
Scienza e tech
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Secondo la pubblicazione di un noto giornale britannico, un team di ricercatori astronomi guidati dall'Università di Washington avrebbe scoperto 24 esopianeti ritenuti, non solo abitabili, ma forse anche migliori della Terra. Sputnik ha intervistato degli scienziati russi per un ‘consulto’ di opinioni sull’apparentemente straordinaria scoperta.

Il titolo scelto dal Daily Mail, popolare tabloid britannico, non poteva che scatenare per lo meno qualche scalpore: “Un nuovo Eden? Gli astronomi scoprono due dozzine di pianeti 'superabitabili' al di fuori del nostro sistema solare che potrebbero avere condizioni di vita MIGLIORI rispetto alla Terra”.

La notizia, che presa alla lettera non si sarebbe potuta definire in altro modo se non ‘semplicemente straordinaria’, ha motivato Sputnik a chiedere un consulto di opinione scientifica agli scienziati russi che hanno reagito in maniera un po' più pragmatica.

I commenti degli scienziati russi

Vladimir Yakimenko, membro del consiglio della Società Astronomica Euro-Asiatica dell'Unione Astronomica Internazionale, ritiene che le dichiarazioni dei colleghi americani (per come riportate dal Daily) non siano sufficientemente argomentate:

“Queste sono osservazioni che non possiamo verificare direttamente. È difficile dire se le condizioni lì (il pianeta più vicino individuato è a 100 anni luce) siano migliori o peggiori di quelle sul nostro pianeta. Molti altri fattori sono responsabili dell'esistenza della vita: la costanza del flusso di radiazione di energia nel tempo, la sua forza, clima, temperatura, pressione. Anche la presenza di umidità e campo magnetico è importante. Dopotutto, sono questi fattori a proteggere qualsiasi materia organica", ha spiegato Yakimenko.

Il direttore del centro spaziale Skoltech Anton Ivanov ritiene inoltre che avere buone condizioni teoriche per la vita non sia sufficiente per il suo emergere:

Sono necessarie condizioni adeguate, ma non sufficienti per l'esistenza della vita su altri pianeti. Non sappiamo quali altri processi (geologici, atmosferici) possono verificarsi su questi pianeti. Tali processi possono promuovere o ostacolare lo sviluppo di organismi viventi ", ha detto a Sputnik.

Il professore della Scuola Superiore di Ingegneria Fisica dell'Università Politecnica Pietro il Grande di San Pietroburgo (SPbPU) Alexander Ivanchik, ritiene che "esiste un numero enorme di esopianeti, alcuni possono essere simili alla Terra e possono potenzialmente avere le condizioni per lo sviluppo della vita. Tuttavia, oggi non sappiamo tutto nemmeno sui pianeti del nostro sistema solare, quindi gli esopianeti riguardano più il futuro che l'attualità". - ha spiegato l'esperto.

Come ha detto Ivanchik, le moderne tecnologie non consentono ancora l'invio di un satellite in grado di studiare esopianeti nelle immediate vicinanze.

Anche il decano della Facoltà aerospaziale dell'Istituto politecnico SUSU, Viktor Fedorov, ritiene che sia impossibile rispondere a questa domanda, poiché il fenomeno stesso dell'emergere della vita sulla Terra non ha una spiegazione univoca. E per rispondere a domande così complesse, devi prima studiare in dettaglio i pianeti a noi più vicini per la presenza della vita nel passato.

“Per rispondere se questi pianeti possano essere abitati (o abitabili), è necessario riscontrare segni attendibili dell'esistenza della vita. Tale lavoro può essere svolto sulla base dell'analisi dei dati raccolti dai pianeti del Sistema solare, a condizione che vi siano prove affidabili della presenza di vita su di essi. Ora o in passato", ha detto Fyodorov allo Sputnik.

Russi e americani in polemica nelle scienze?

In realtà no. Infatti se andiamo a vedere l’articolo scientifico originale, non la trattazione giornalistica ben più pittoresca, scopriamo che gli scienziati americani non scrivono in nessun punto della ricerca di aver scoperto 24 ‘nuovi’ esopianeti con condizioni anche migliori rispetto alla Terra.

“Sosteniamo che potrebbero esserci regioni dello Spazio dai parametri astrofisici dei sistemi stella-pianeta che potrebbero consentire ai pianeti di essere ancora migliori per la vita rispetto alla Terra. Il nostro obiettivo è identificare quei parametri e le loro gamme ottimali, alcuni dei quali sono motivati ​​astrofisicamente, mentre altri sono basati sulla variabilità della storia naturale del nostro pianeta. Alcune di queste condizioni sono lungi dall'essere verificabili osservativamente su pianeti al di fuori del sistema solare. Tuttavia, possiamo distillare un breve elenco di 24 migliori contendenti tra i più di 4mila esopianeti conosciuti oggi che potrebbero essere candidati ad essere ‘superabitabili’. In effetti, sosteniamo che, per quanto riguarda la ricerca di vita extrasolare, i pianeti potenzialmente superabitabili possano meritare una priorità più alta per le osservazioni di follow-up rispetto alla maggior parte dei pianeti simili alla Terra”, questa la traduzione quanto più possibile letterale dell’abstract dello studio pubblicato.

Nel resto della ricerca gli scienziati americani dicono le stesse identiche cose che dicono quelli russi – che una volta individuati gli esopianeti potenzialmente migliori perché alla distanza ottimale dalla loro stella, dalle dimensioni ottimali, della giusta età di sviluppo del loro sistema stellare, allora poi bisognerà approfondire tutti gli altri parametri per giungere a delle conclusioni.

Per ora l’unica conclusione cui la scienza è giunta, sia russa che americana, è che abbiamo al momento un pianeta solo a disposizione, e per un altro bel po’ dovremo continuare a farcelo bastare.

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