14:12 24 Ottobre 2020
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Gli scienziati del Laboratorio di astronomia a raggi X del Sole dell'Istituto di fisica dell'Accademia delle scienze russa prevedono una tempesta magnetica di cinque giorni nella seconda decade di ottobre, che si intensificherà il 25 ottobre.

Secondo le previsioni pubblicate sul sito web dell'Istituto, una tempesta magnetica di classe G1 inizierà il 21 ottobre e durerà fino al 24, quando si trasformerà in tempesta di classe G2. Dopodiché, la magnetosfera terrestre sarà eccitata per altri tre giorni e tornerà alla normalità solo il 29 ottobre.

In totale, sono cinque i livelli nella classificazione delle tempeste magnetiche: da G1 a G5.

Tempeste solari

Una tempesta magnetica, meglio nota come tempesta solare, è un disturbo della magnetosfera terrestre, di carattere temporaneo, causato dall'attività solare e rilevabile dai magnetometri in ogni punto della Terra.

Si verifica quando il Sole produce forte esplosioni con emissioni dalla sua corona che generano forti venti solari, le cui particelle ad alta energia impattano contro il campo magnetico terrestre. Generalmente durano dalle 24 alle 48 ore ma in alcuni casi, come quello della previsione in oggetto, possono anche persistere più a lungo.

Il contatto delle particelle cariche con la ionosfera terrestre è visibile nelle zone polari dove la geometria del campo magnetico terrestre permette a queste di avvicinarsi. In casi di venti solari molto potenti le aurore boreali possono essere viste anche a latitudini molto più meridionali. Nel 1989, una tempesta elettromagnetica si verificò sui cieli del Québec causando un'aurora boreale visibile fino in Texas.

Le tempeste solari molto potenti possono provocare danni biologici ai passeggeri dei voli ad alta quota, alterare l’orientamento di piccioni, delfini, balene e tutti gli animali che possiedono sistemi di orientamento basati sul magnetismo terrestre, possono danneggiare sistemi di comunicazione che utilizzano segnali radio, radar, sistemi di navigazione GPS, satelliti, tralicci elettrici e persino produrre danni alle condotte idriche. Studi in corso parlano anche di alterazioni significative nel comportamento umano durante le tempesti solari più forti.

L’Evento di Carrington

La più grande tempesta solare mai osservata scientificamente, è nota come 'Evento di Carrington’, che prende il nome da Richard Carrington, astronomo famoso per i suoi studi sulle macchie solari.

Avvenne dal 28 agosto al 2 settembre del 1859.

La tempesta provocò notevoli disturbi alla pur allora recente tecnologia del telegrafo. Tutte le linee del pianeta si interruppero per 14 ore e un’aurora boreale venne vista persino a Roma e ai Caraibi. Non immaginabili i danni che causerebbe una tempesta del genere al sistema di telecomunicazioni moderne.

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