11:54 20 Ottobre 2020
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Si chiama Beta Pictoris C, si trova a 63 anni luce da noi ed è il primo esopianeta la cui immagine diretta sia mai stata catturata dalla scienza.

L’encicolpedia dei pianeti extrasolari, all’ultimo aggiornamento catalogava ben 4.356 pianeti, 3.220 sistemi planetari e 712 sistemi planetari multipli. Eppure, nessuno di questi corpi celesti è mai stato ‘visto’ direttamente.

Il metodo di rilevazione degli esopianeti, i pianeti al di fuori del nostro Sistema solare e che ruotano intorno ad altre stelle, spesso molto lontane, è indiretto. Viene osservata la luce delle stelle intorno alle quali ruotano, non i pianeti in sé.

Quando il pianeta passa di fronte la propria stella, ne oscura una piccola parte e i nostri radiotelescopi rilevano la diminuzione di intensità di luce che arriva a noi.

Queste piccole variazioni in realtà possono fornirci una infinità di informazioni sul pianeta, ma non una immagine di questo. È possibile persino riuscire a dedurre la composizione dell’atmosfera del pianeta se questa è abbastanza consistente. Passando attraverso l’atmosfera la luce viene da questa ‘filtrata’ e, a seconda della lunghezza d’onda che trapela, si deduce il tipo di atmosfera.

Nel caso di Beta Pictoris C si era proceduto inizialmente con questo metodo classico ma poi si è voluto provare a ‘vederlo’ direttamente con uno strumento chiamato Gravity, uno spettrografo gravitazionale in dotazione al grandissimo telescopio (Vlt - Very Large Telescope) dell’Osservatorio dell’Europa meridionale (Eso) in Cile.

Il risultato, pubblicato sulla rivista Astronomy & Astrophysics, è relativo a due studi coordinati rispettivamente da Anne-Marie Lagrange dell’Osservatorio francese di Grenoble e Matthias Novak della British University di Cambridge. Una volta calcolata l’orbita del pianeta intorno alla sua stella (un anno di Beta Pictoris C dura 28 anni terrestri), sono stati puntati gli strumenti dove si prevedeva sarebbe dovuto essere e, finalmente, è stato visto direttamente.

​Naturalmente, da 63 anni luce di distanza, un pianeta per essere visto direttamente dai radiotelescopi deve possedere una massa non indifferente, non trovarsi troppo vicino alla sua stella, altrimenti le sue emissioni vengono surclassate, e deve essere abbastanza ‘giovane’ da avere un nucleo ancora molto caldo e sufficienti emissioni rilevabili.

Beta Pictoris C ha tutto questo ma, proprio per tener fede a tali caratteristiche, non è esattamente il mondo ideale che gli studiosi di esopianeti, ancor meno gli appassionati di fantascienza, sognerebbero. Si tratta di un pianeta gassoso, con una massa 8,2 volte quella di Giove, giovanissimo (18 milioni di anni appena) e temperature stimate intorno ai 900 gradi. Un vero e proprio inferno insomma - un’astronave che volesse esplorarlo verrebbe fagocitata dalla sua massa gassosa calda e sprofonderebbe in strati sempre più densi fino ad essere distrutta da pressione e calore senza mai atterrare su alcun substrato solido.

Non il migliore dei mondi alieni da esplorare, ma comunque il primo del quale la scienza sia riuscita a cogliere una immagine diretta.

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