13:30 21 Ottobre 2020
Scienza e tech
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Un nuovo studio scientifico internazionale ha stabilito la data esatta della grandiosa eruzione del vulcano Ilopango che sconvolse l’America Centrale e che in molti sospettano sia da mettere in relazione con il declino della civiltà Maya. Ma i risultati dello studio non fanno che infittire il mistero.

Intorno al IX secolo d.C. l’intera civiltà Maya subì un rovinoso collasso politico ed economico. Diversi studiosi hanno provato a mettere in relazione questo evento storico, rimasto ancora misterioso, con la rovinosa eruzione del vulcano Ilopango in America centrale, nell’attuale El Salvador, ma la data di quella eruzione non era mai stata definita con precisione dalla scienza.

Una nuova ricerca condotta da Victoria Smith, professoressa associato dell’Università di Oxford e capo del gruppo di tefrocronologia, cui ha partecipato l’italiano Dario Pedrazzi, ricercatore presso Geosciences Barcelona – CSIC (GEO3BCN), ha pubblicato sulla rivista specializzata PNAS i risultati di uno studio che ha determinato con margine di errore di appena due anni, la data esatta di quell’antico evento catastrofico.

Quell’evento si verificò 1590 anni fa, esattamente nel 431 d.C., affermano gli scienziati.

Per arrivare a tale conclusione gli studiosi hanno utilizzato un modello 3-D di dispersione delle ceneri per stimare che il pennacchio dell’eruzione salì fino a 45 km e che la cenere dell’Ilopango venne dispersa a più di 7.000 km, fino alla Groenlandia. Proprio analizzando un nucleo di ghiaccio recuperato dalla Groenlandia e effettuando rigorose misurazioni al radiocarbonio da reperti di alberi carbonizzati e ceneri sono arrivati a determinare la data esatta dell’eruzione.

Circa 55 km cubi di magma furono eruttati dal Ilopango. “Più di 2 milioni di km quadrati dell’America centrale sono stati ricoperti da almeno mezzo centimetro di cenere e tutta la regione è probabilmente piombata nel buio per almeno una settimana“, ha detto Victoria Smith.

“L’eruzione dell’Ilopango fu più di 50 volte più grande di quella del Monte Saint Helens, avvenuta nel 1980″, spiega la Smith “I flussi piroclastici dell’eruzione dell’Ilopango furono 10 volte il volume di quelli del Vesuvio, che eruttò nel 79 d.C., seppellendo la città romana di Pompei nella cenere″, ha aggiunto.

Il mistero dell’improvviso declino Maya resta

Il mistero resta perché l’esplosione di quel vulcano avvenne in pieno periodo Maya antico classico, che si estese dal 300 al 600 d.C., quando la civiltà vide la crescita in tutta l’America centrale. “L’esplosione uccise ogni essere vivente nel raggio di 40 km e nella zona non ci furono abitanti per molti anni o decenni nelle vicinanze. L’enorme eruzione, tuttavia, non ebbe probabilmente un impatto marcato sui Maya altrove“, ha precisato la Smith. Il mistero del crollo politico ed economico del IX secolo resta quindi irrisolto, né possiamo leggere le cronache del tempo perché quando arrivarono i conquistadores dall’Europa distrussero quasi tutta le testimonianze scritte di quegli antichi popoli.

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