00:44 22 Ottobre 2020
Scienza e tech
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Gli scienziati dell’Università delle Ricerche Nucleari MEPhI (NRNU MEPhI) stanno sviluppando un sistema informatico unico che aiuta a organizzare lo smantellamento degli impianti nucleari. Il programma, secondo i creatori, tiene conto dei possibili rischi e può offrire soluzioni ottimali dal punto di vista della sicurezza e dell'economia.

I risultati del progetto, sostenuto dall'ente statale Rosatom, sono stati riportati dal servizio stampa dell'università.

Una parte significativa degli impianti nucleari in tutto il mondo, spiegano gli specialisti della NRNU MEPhI (National Research Nuclear University), si sta attualmente avvicinando alla fine del loro ciclo di vita, che dura fino a 40-50 anni. Lo smantellamento massiccio di vecchi impianti è associato a molti rischi e costi enormi.

Il costo totale dello smantellamento dei soli impianti nucleari russi ammonta a decine di miliardi di dollari, hanno osservato gli esperti della MEPhI. Secondo questi, i costi per la disattivazione di strutture specifiche possono variare in modo significativo a seconda dell'ordine di lavoro e delle tecnologie utilizzate.

"La disattivazione è associata a una serie di incertezze: ad esempio, non è sempre possibile valutare prima di smantellare quanto sia radioattiva una particolare struttura. Il nostro sistema, a differenza degli analoghi, consente di soppesare tali rischi in qualsiasi fase del lavoro, suggerendo soluzioni ottimali nel piano finanza, e in termini di ecologia e sicurezza del personale", - ha spiegato Alexander Kryanev, professore del Dipartimento di Matematica Applicata presso NRNU MEPhI.

Il programma, come notato dai creatori, si basa su metodi di statistica matematica, teoria della probabilità, teoria degli insiemi ‘fuzzy’ (teoria degli insiemi sfocati) e metodi di ottimizzazione multicriteri.

Lo sviluppo di NRNU MEPhI è applicabile non solo a reattori di qualsiasi tipo, ma anche ad altri tipi di impianti nucleari, inclusi impianti di smaltimento temporaneo e impianti di stoccaggio per materiali nucleari esauriti.

Il lavoro è stato svolto con il coinvolgimento di specialisti del Centro Scientifico e Tecnico per la Sicurezza Nucleare e Radiazioni di Mosca.

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