14:50 24 Ottobre 2020
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Scienziati americani sono riusciti a dimostrare che il blocco dei pori nuclerari, il complesso di canali che controlla il flusso cellulare, riduce i tumori aggressivi nei topi da laboratorio lasciando le cellule sane illese. Chiudere queste ‘porte naturali’ anche nell’uomo, potrebbe rivelarsi un progresso considerevole nella lotta al cancro.

Gli scienziati del Sanford Burnham Prebys Medical Discovery Institute, in California, hanno pubblicato sulla rivista americana per la ricerca sul cancoro, Cancer Discovery, una innovativa ricerca sperimentale nella quale si dimostra come sia possibile chiudere i pori nucleari nei topi e ridurre così i tumori più aggressivi.

Questo ‘tallone d’Achille’ scoperto nel cancro, potrebbe migliorare i trattamenti per i tumori mortali che affliggono l’uomo, come il melanoma, la leucemia e il cancro del colon-retto.

"I complessi dei pori nucleari sono le 'porte' attraverso cui tutti i materiali passano per entrare nel nucleo della cellula. Poiché le cellule tumorali hanno un metabolismo accelerato e si moltiplicano più rapidamente, necessitano di sistemi di pori più complessi rispetto alle cellule somatiche normali”, ha affermato il dottor Maximiliano D'Angelo, Professore associato nel programma di sviluppo, invecchiamento e rigenerazione presso Sanford Burnham Prebys. "Il nostro studio è il primo a dimostrare che bloccando la formazione di queste 'porte' nucleari, possiamo uccidere selettivamente le cellule tumorali".

D'Angelo sostiene che mirare alla formazione dei complessi dei pori nucleari, che hanno un impatto solo sulle cellule in divisione e quindi probabilmente ucciderebbero solo le cellule tumorali, possa offrire un modo sicuro per trattare molti tipi di cancro. Tuttavia, fino ad ora questa ipotesi non era stata ancora verificata.

​Nello studio, D'Angelo e il suo team hanno testato questa ipotesi trapiantando cellule tumorali umane nei topi, dove non sono in grado di formare complessi di pori nucleari come nel corpo umano.

Sono stati testati tre diversi tipi di cellule tumorali - melanoma, leucemia e cancro del colon-retto - che sono noti per essere particolarmente dipendenti dai complessi dei pori nucleari.

Gli scienziati hanno scoperto che i topi sviluppavano tumori più piccoli e una crescita tumorale più lenta.

"Abbiamo dimostrato che l'incapacità di costruire i canali dei pori nucleari è devastante per le cellule tumorali in rapida crescita, ma non sembra avere un impatto sulle cellule sane, che semplicemente arrestano la loro crescita e poi si riprendono", afferma Stephen Sakuma, laureato studente nel laboratorio D'Angelo e coautore dello studio. "I nostri risultati forniscono un'importante prova del concetto che questo approccio potrebbe portare a un nuovo tipo di trattamento del cancro, che potrebbe essere particolarmente utile per i tumori aggressivi o metastatici che sono difficili da trattare".

Ora che gli scienziati hanno dimostrato che il loro approccio funziona, stanno lavorando per trovare un farmaco in grado di bloccare la formazione dei complessi di pori nucleari.

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