12:05 30 Ottobre 2020
Scienza e tech
URL abbreviato
0 0 0
Seguici su

I ricercatori hanno stabilito che avere frequenti rapporti sessuali migliora la memoria e contribuisce alla formazione di nuove cellule nervose.

Ad esempio, durante gli esperimenti le donne con una vita sessuale attiva hanno avuto prestazioni migliori nella risoluzione di esercizi mnemonici e dell’attenzione. Mentre i più anziani che non disdegnano i piaceri carnali si sono distinti per maggiore chiarezza di ragionamento rispetto ai loro coetanei meno lussuriosi.

Si ragiona meglio

Nel 2010 gli scienziati dell’Università di Princeton hanno studiato il comportamento di alcune cavie da laboratorio e hanno appurato che i roditori più attivi sessualmente avevano un comportamento più tranquillo rispetto alle cavie vergini. Si è pensato che il fenomeno fosse dovuto agli ormoni dello stress, i glucocorticoidi. Tuttavia, i livelli di questi ormoni erano pressoché identici sia nelle cavie di sesso maschile che per due settimane avevano copulato senza limitazioni con le cavie femmine sia nelle cavie maschili che si erano astenute dall’attività.

Ciononostante, nelle cavie attive sessualmente i biologi hanno registrato un aumento del numero di neuroni nell’ippocampo, l’area cerebrale che gestisce le emozioni e la creazione della memoria a lungo termine. È stato appurato che le cellule nervose si sono aggiunte subito dopo il primo contatto sessuale. Questo fenomeno è stato accompagnato anche da un aumento dei livelli di ormoni dello stress. Dopo poco i livelli di glucocorticoidi sono ritornati alla normalità mentre ha continuato la produzione di nuovi neuroni. Inoltre, i ricercatori hanno registrato un aumento del numero di collegamenti tra le cellule cerebrali. Risultati analoghi li hanno ottenuti tre anni dopo i biologi dell’Università del Maryland. Nei loro esperimenti cavie di mezza età impegnate nell’attività sessuale 30 minuti al giorno sono riuscite ad acquisire nuove abitudini in maniera migliore rispetto agli altri esemplari costretti alla castità. Uno studio sul loro cervello ha dimostrato la presenza di nuove cellule nervose nell’ippocampo. Tuttavia, questo effetto cessava non appena l’attività sessuale perdeva la sua cadenza regolare.

Una memoria da vergine

In esperimenti analoghi condotti da scienziati sudcoreani l’attività sessuale compensava le complicanze legate allo stress cronico. In cavie sottoposte a condizioni per loro sfavorevoli diminuiva la capacità mnemonica e di apprendimento. Tuttavia, dopo che le cavie sono entrate in contatto con esemplari del sesso opposto, nel loro cervello si è consolidata la formazione di nuove cellule e di speciali proteine, ossia fattori neurotrofici che facilitano il contrasto allo stress cronico. Successivamente le capacità intellettive delle cavie sono ritornate su livelli normali.

Nel 2016 ricercatori canadesi hanno appurato l’utilità di un’attività sessuale frequente anche per l’uomo. Sono state intervistate 78 donne di età compresa tra 18 e 29 anni in merito alla quantità di rapporti sessuali, orgasmi, utilizzo della pillola anticoncezionale e ciclo mestruale. Poi le partecipanti hanno eseguito alcuni esercizi di riconoscimento facciale e vocale. I migliori risultati sono stati ottenuti dalle donne più attive sessualmente. Queste, infatti, ricordavano in maniera migliore e più rapida parole astratte, ma non i volti. Questa capacità era correlata sì a copulazioni frequenti, ma solo in chi non assumeva la pillola.

Secondo gli autori dello studio, è altamente probabile che la ragione del fenomeno sia legata all’ippocampo: infatti, proprio quest’area cerebrale svolge un ruolo fondamentale nel ricordo delle parole. Mentre al ricordo dei volti sono preposte aree diverse dall’ippocampo.
Il sesso fa bene

Stando ai dati dell’Istituto di gerontologia dell’Università della Malesia, tra i soggetti con più di 60 anni con una vita sessuale attiva sono due volte in meno quelli con problemi mnemonici e di attenzione rispetto ai loro coetanei che si astengono dal sesso (32,5% vs 62,3). Secondo i ricercatori, è molto probabile che rapporti sessuali frequenti influiscano positivamente sul funzionamento del cervello, ma non si è ancora riusciti a capire in che modo.

Secondo gli scienziati australiani che hanno analizzato i dati relativi ai rapporti intimi di più di 6.000 soggetti con più di 50 anni, la memoria degli anziani sessualmente attivi è effettivamente migliore rispetto a quella dei loro coetanei.

I volontari dell’esperimento hanno fornito agli esperti informazioni in merito a come passavano la giornata, alle loro preferenze alimentari, alle loro abitudini salutari e non, nonché alla frequenza dei rapporti sessuali e al coinvolgimento emotivo con il/la partner. Inoltre, i volontari si sono sottoposti per due volte a un breve test mnemonico: dovevano registrare 10 parole e poi ripeterle subito dopo oppure dopo aver completato altri esercizi. Due anni dopo gli scienziati hanno chiesto ai partecipanti all’esperimento di ripetere nuovamente l’intera procedura, ossia raccontare le proprie abitudini e rispondere alle domande del test.

È stato appurato che in 24 mesi tra le due fasi dei test la qualità mnemonica dei volontari è peggiorata sensibilmente. Tuttavia, in chi aveva una vita sessuale attiva queste variazioni sono state meno marcate. Inoltre, risultati migliori al test mnemonico li hanno ottenuti coloro i quali presentavano un solido coinvolgimento emotivo con il/la partner.

Come osservano gli autori dello studio, sebbene a lungo termine la frequenza dei rapporti sessuali non sia associata a un miglioramento delle funzioni cognitive, i soggetti con una vita sessuale attiva si distinguono per una migliore capacità di ragionamento, soprattutto dopo i 60 anni.  

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook