13:31 21 Ottobre 2020
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Gli antichi egizi erano soliti seppellire i morti con uccelli mummificati come offerte ai loro dei Horus, Ra o Thoth. Il loro numero potrebbe essere ammontato a milioni di esemplari. Ma fino ad ora non era chiaro se tutti questi uccelli fossero stati allevati appositamente per questo scopo o se fossero stati catturati in natura.

Una nuova ricerca vira verso la seconda ipotesi. La composizione chimica dei resti di alcune mummie suggerisce che la maggior parte degli uccelli trovati nelle tombe fosse di natura selvatica.

"La questione se allevassero questi uccelli o li cacciassero in massa è molto dibattuta, poiché è un tema rilevante nell'economia del loro culto. Se fossero stati cacciati questo avrebbe avuto un forte impatto ecologico sulle popolazioni di uccelli", sottolineano i ricercatori nello studio pubblicato sulla rivista 'Scientific Report'.

Sono state le abitudini alimentari a contribuire alla risoluzione del mistero. La composizione isotopica delle piume, delle ossa e delle bende in cui sono stati imbalsamati circa 20 ibis e altri uccelli mummificati custoditi nel Museo delle Confluenze di Lione ha rivelato che la loro era una dieta ampia e varia.

I ricercatori hanno confrontato le miscele di ossigeno, carbonio, azoto, zolfo, calcio, bario e stronzio trovate in questi animali con i resti di mummie umane dello stesso periodo. Quest'ultime si sono rivelate molto meno esotiche. Ciò suggerisce che i rapaci migrassero regolarmente dalla Valle del Nilo, mentre l'ibis, che era solito condurre una vita sedentaria, di tanto in tanto si allontanava dal suo habitat in cerca di cibo. Si avventuravano più lontano dalla valle rispetto agli egiziani che li sacrificarono.

"Dal set di campioni studiati, sembra che l'allevamento su larga scala di uccelli a fini di mummificazione fosse improbabile, come dimostrato da uno studio genomico. Ma si era verificato anche l'addomesticamento a corto raggio, come evidenziato dalla variabilità ampia e stabile di isotopi ", concludono i ricercatori.

​"Uno studio rivela le misteriose origini degli uccelli che gli antichi egizi sacrificavano ai loro dei", recita il tweet.

Studi chimici come questo permettono di volgere lo sguardo molto indietro: l'azoto presente nelle proteine ​​animali veniva fornito interamente dalla dieta. Nel frattempo, la presenza di carbonio offre anche indizi su dove gli uccelli andassero a cercar cibo. Con l'aiuto di questo tipo di tecnica di analisi moderna e di altri studi come la ricerca sulle immagini a raggi X, possiamo avere un'idea di come vivevano e morivano gli antichi egizi.

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