05:15 24 Ottobre 2020
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Ormai è quasi impossibile immaginare la nostra vita senza assistenti virtuali, che ci aiutano a cercare informazioni su Internet e a creare percorsi su Google Maps. Tuttavia, in alcuni casi possono rubare i nostri dati personali, avverte il fondatore del servizio d'indagine sulle perdite DLBI, Ashot Oganesián.

In un'intervista all'agenzia Prime, l'esperto ha affermato che non è un segreto che servizi di questo tipo ci ascoltino sempre, e, a quanto pare, una parte dei nostri dati viene archiviata sui server delle società che hanno creato questi assistenti.

Oganesián ha sottolineato che le registrazioni che non sono state identificate dal sistema vengono esaminate dai cosiddetti consulenti, ovvero le persone incaricate della demarcazione delle reti neurali. Questi dipendenti, che spesso non fanno parte del personale dell'azienda, non sempre rispettano le norme di sicurezza e possono anche pubblicare le registrazioni "più interessanti" su Internet.

La logica confusa delle reti neurali è un altro problema, ha osservato Oganesián. Le azioni dell'assistente vocale possono rappresentare un pericolo se si tratta di una casa intelligente o di un sistema di allarme. Ad esempio, in caso di guasto è possibile attivare il riscaldamento anche in una casa vuota.

Lo specialista ha inoltre avvertito che dispositivi come gli smart speaker hanno accesso solo ai dati vocali, mentre gli assistenti installati sullo smartphone o sul computer sono in grado di accedere a tutti i dati del sistema operativo.

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