12:05 20 Ottobre 2020
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Il ghiaccio marino artico ha perso circa due terzi del suo spessore negli ultimi 60 anni, e ora il 70% della calotta glaciale è solamente stagionale o si forma e si scioglie nel corso dell’anno, dice il rapporto degli esperti russi pubblicato oggi.

Il rapporto del Roshydromet, il servizio federale russo di idrometeorologia e monitoraggio ambientale, pubblicato oggi, giovedì 24 settembre, parla chiaro:

"La copertura di ghiaccio marino nell'Artico continua a diminuire, in maniera particolarmente rapida durante il minimo stagionale - secondo le osservazioni satellitari (dal 1979 al 2019), l'area di ghiaccio a settembre è diminuita del 12,9% per decennio. Dal 1958, la copertura di ghiaccio marino artico ha perso in media due terzi del suo spessore, e ora il 70% della calotta di ghiaccio del mare è costituito da solo ghiaccio stagionale, o ghiaccio che si forma e si scioglie nel corso dello stesso anno", si legge nel rapporto.

Secondo il Centro nazionale dati sulla neve e il ghiaccio, il 15 settembre 2020, l'area minima di ghiaccio marino nell'Artico per il 2020 è stata registrata a 3,74 milioni di chilometri quadrati. Il minimo annuale del ghiaccio marino artico nel 2020 è stato il secondo minimo mai registrato.

Il Consiglio Artico

La Russia, che aveva presieduto l'ultima volta il Consiglio Artico tra il 2004 e il 2006, e che tornerà in carica dal 2021 al 2023 per il suo turno di rotazione dopo l’Islanda, ha affermato che durante la sua prossima presidenza "prevede di concentrarsi sullo sviluppo sostenibile economico, sociale e ambientale nella regione artica".

Sul sito ufficiale del Consiglio Artico le autorità russe hanno specificato che intenderanno concentrare il loro turno di presidenza per lavorare in un'atmosfera di "rispetto e considerazione" su vari settori, dalla ricerca e attuazione di progetti ambientali capaci di utilizzare la rotta del Mare del Nord "compatibilmente con la salvaguardia dell’ecosistema”.

Circa 2,5 milioni di russi vivono all'interno del circolo polare artico, molti dei quali appartengono a tribù indigene come Saami, Yupik e Chukchi.

All'inizio di quest'anno Nikolay Korchunov, ambasciatore generale della Russia per la cooperazione artica, ha dichiarato: "La dimensione umana, gli abitanti dell'Artico, i popoli indigeni, saranno ovviamente sottolineati e al centro dell’attenzione durante la nostra prossima presidenza".

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