20:00 24 Ottobre 2020
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Coronavirus nel mondo: oltre 30 milioni contagiati (111)
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All'aeroporto di Helsinki è iniziato ieri un nuovo speciale programma pilota per combattere la diffusione del COVID-19. Vengono utilizzati cani addestrati a fiutare la malattia sui passeggeri in transito.

Quando alcune decine di migliaia di anni fa l’uomo addomesticò il primo lupo, probabilmente si aspettava l’inizio di una grande amicizia, ma forse non fino a questo punto. Pare infatti che i nostri compagni quadrupedi possano aiutarci a fiutare per noi anche il pericolo del contagio da coronavirus.

Ne è convinta Anna Hielm-Björkman, ricercatrice dell'Università di Helsinki, che ha dichiarato martedì al Washington Post che i cani potrebbero fornire risultati sui viaggiatori volontari che accetteranno di sottoporsi ai test, in soli 10 secondi.

I passeggeri all'aeroporto di Helsinki che accetteranno lo speciale screening per il coronavirus, si tamponeranno il collo e i campioni così raccolti verranno quindi trasferiti attraverso un'apertura in un muro affinché i cani addestrati possano annusali.

Hielm-Björkman ha dichiarato al W.Post che tutti coloro che verranno testati saranno anche incoraggiati a fare anche il classico test del coronavirus della reazione a catena della polimerasi (PCR) per confrontare l'accuratezza dei cani.

Hielm-Björkman ha anche affermato che, sulla base della ricerca iniziale, i cani potrebbero essere più bravi a individuare le infezioni da coronavirus persino rispetto ai test PCR e anticorpali. Sostiene che siano in grado di individuare anche soggetti non ancora positivi al test PCR ma che lo diverranno entro una settimana.

In realtà la Björkman non è l’unica entusiasta delle straordinarie capacità dei nostri amici a quattro zampe – test analoghi erano già stati fatti negli Stati Uniti, negli Emirati Arabi Uniti e in diverse altre parti del mondo. In particolare i test di Dubai avevano dimostrato un’accuratezza delle ‘diagnosi’ canine sui campioni di sudore umano intorno al 90%.

Meno entusiasti tuttavia alcuni ricercatori ed esperti che dubitano dell’efficacia di questo tipo di test perché ritenuti non economici. La professoressa dell'Università di Manchester, Perdita Barran, anch’essa intervistata dal W.Post, il mese scorso aveva asserito che addestrare i cani richiede troppo tempo e denaro e non può essere una soluzione per affrontare la grande mole di test da eseguire in tutto il mondo.

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