01:03 20 Ottobre 2020
Scienza e tech
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Il buco nero M87 è stato il primo fotografato dall'umanità. Oggi gli scienziati possono osservarlo più a lungo, analizzando il suo comportamento che può rivelarci diverse cose sul funzionamento dei buchi neri in generale. Lo riporta Independent.

La galassia M87 è salita alla ribalta lo scorso anno, quando il buco nero che si trova al suo centro è diventato il primo in assoluto ad essere fotografato dall'umanità. Un'immagine che tuttavia non si è rivelata esaustiva.

Osservando il buco nero solo per una settimana non si erano infatti potuti notare molti cambiamenti che lo riguardano.  

Gli astronomi hanno invece scoperto la sua attività estremamente dinamica, notando le sue oscillazioni e rotazioni.

Analizzando le osservazioni effettuate in lasso di tempo più ampio, tra il 2009 e il 2013, i ricercatori sono stati in grado di testare come il buco nero possa essere cambiato nel tempo. 

Pubblicata la primissima FOTO di un buco nero
Pubblicata la primissima FOTO di un buco nero

Il diametro del suo anello e la sua forma a mezzaluna rimangono sì costanti nel tempo ma oscillano. 

"Poiché il flusso di materia è turbolento, la mezzaluna sembra oscillare con il tempo", ha detto Maciek Wielgus, astronomo del Centro per l'Astrofisica Harvard & Smithsonian e autore principale dell'articolo.

Da questo ha dedotto alcune considerazione di carattere teorico-metodologico. 

"In realtà, vediamo molte variazioni lì, e non tutti i modelli teorici di accrescimento consentono così tante oscillazioni. Ciò significa che possiamo iniziare a escludere alcuni dei modelli basati sulle dinamiche della sorgente osservate", ha spiegato.

Gli scienziati ora sperano di poter continuare a osservare l'oggetto per disporre di uno sguardo migliore su come i buchi neri potrebbero cambiare nel tempo.

"Il monitoraggio di M87 con un array EHT espanso fornirà nuove immagini e set di dati molto più ricchi per studiare le dinamiche delle turbolenze", ha affermato Geoffrey Bower, uno scienziato del progetto dell'Event Horizon Telescope che ha acquisito le immagini.

Una prospettiva che alimenta gli entusiasmi. 

"Stiamo già lavorando all'analisi dei dati delle osservazioni del 2018, ottenuti con un telescopio aggiuntivo situato in Groenlandia. Nel 2021 stiamo pianificando osservazioni con altri due siti, fornendo una straordinaria qualità delle immagini. Questo è un momento davvero emozionante per studiare i buchi neri!", ha dichiarato. 
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