11:50 30 Ottobre 2020
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Coronavirus nel mondo: oltre 30 milioni contagiati (125)
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Secondo una ricerca congiunta svolta da Università britanniche e statunitensi, il coronavirus potrebbe causare complicazioni serie al cervello in alcuni casi.

La rivista Nature ha pubblicato lo studio dei ricercatori dell’Università di Liverpool, dell’University College di Londra e della Yale University e Icon School of Medicine del Massachusetts.

Secondo gli specialisti ictus ed encefalite sarebbero conseguenze possibili dovute alla malattia COVID-19 in forma grave. In alcuni casi sono stati registrati anche casi di encefalomielite acuta disseminata, patologia in cui il cervello e il midollo spinale sono talmente infiammati che le cellule nervose perdono le loro membrane, con sintomi come quelli della sclerosi multipla.

È stato anche osservato che alcuni pazienti, che pure mostravano sintomi respiratori relativamente lievi, hanno sviluppato danni celebrali.

  • il 62% dei pazienti che hanno contratto il coronavirus e hanno subito complicazioni neurologiche e psichiatriche, avevano un afflusso di sangue ridotto al cervello. 
  • il 31% dei pazienti con complicazioni ha mostrato cambiamenti nello stato mentale, quali confusione o incoscienza prolungata.
"Abbiamo notato persone relativamente giovani e senza i soliti fattori di rischio per gli ictus, così come dei pazienti con gravi cambiamenti mentali, che non possono essere spiegati", ha detto Benedict Michael, neurologo presso l'Università di Liverpool.

Secondo la neurologa Fernanda de Felice dell'Università Federale di Rio de Janeiro, oltre il 50% dei pazienti critici con COVID-19 potrebbe aver avuto complicazioni neurologiche.

Al contrario, è estremamente difficile osservare sintomi neurologici tra le persone che hanno contratto il virus in forma lieve o asintomatica.

Raffronto con lo studio russo

Andrey Kozlov, Professore e capo della ricerca nel campo della virologia molecolare e dell'oncologia presso l'Università Politecnica di San Pietroburgo Pietro il Grande, aveva già lo scorso aprile spiegato ai media russi i propri sospetti circa le possibili conseguenze che può provocare il COVID-19 anche al cervello.

Secondo Kozlov sarebbe poco probabile che il SARS-CoV-2 sia capace di arrivare direttamente al cervello ma potrebbe causare danni neurologici in maniera indiretta per via del meccanismo di reazione immunitaria alla sua presenza.

Quando l’organismo si rende conto di essere attaccato dal virus reagisce rilasciando una ‘tempesta di citochine’ nel sangue. Questa potrebbe essere una possibile spiegazione per i rari casi in cui si abbiano danni al cervello quando i polmoni al contrario funzionano correttamente e svolgono il loro lavoro di distribuzione dell’ossigeno.

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