01:12 22 Ottobre 2020
Scienza e tech
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Il ghiacciaio Thwaites, in Antartide, è noto tra gli studiosi come "Ghiacciaio del giorno del giudizio", recenti studi sembrerebbero dimostrare che il soprannome dato, potrebbe non essere poi così esagerato.

Il ghiacciaio Thwaites, lungo la costa del mare di Amundsen, viene attentamente monitorato dagli scienziati per il pericolo potenziale che potrebbero rappresentare, dato che tende a scivolare verso l’oceano ed è considerato una sorta di ‘ventre molle’ degli interi equilibri del continente antartico. Si stima che da solo valga il 5% dell'innalzamento del livello globale dei mari registratosi negli ultimi decenni. Gli scienziati ritengono che il processo scioglimento sia sempre più rapido e se dovesse continuare a tale ritmo, le conseguenze potrebbero essere drammatiche nel prossimo futuro.

David Holland, professore di matematica e atmosfera della New York University e membro della International Thwaites Glacier Collaboration, ha dichiarato:

"È un cambiamento importante, una riscrittura della costa".

Si stima che il ghiacciaio nell'Antartide occidentale, che ha all'incirca le dimensioni della Gran Bretagna, si ritiri di circa 800 metri all'anno e sia in procinto di liberarsi di tutto il suo ghiaccio tra 200 e 600 anni.

Sebbene quell'evento si calcoli possa aumentare il livello dei mari ci circa mezzo metro, non è questa l’unica preoccupazione.

Poiché il ghiacciaio attualmente funge da cuscinetto tra il mare in via di riscaldamento e altri ghiacciai, il suo collasso potrebbe portare a ulteriori erosioni nel continente, innescando un processo a domino. Le correnti tiepide, non più arginate dalla coltre superficiale, potrebbero addentrarsi verso il continente e sciogliere man mano gli altri ghiacciai, arrivando ad innalzare il livello dei mari fino a 3 metri, fenomeno che sarebbe fatale per nazioni come l’Olanda o città come New York, Miami, per non parlare di Venezia.

A settembre sono già usciti due studi che alimentano tali preoccupazioni.

Il primo è una ricerca pubblicata la settimana scorsa sulla rivista The Cryosphere intitolata "Canali profondi collegano l'oceano al ghiacciaio antartico", nella quale viene rivelato come le calde correnti oceaniche riescono ad erodere la parte inferiore del ghiacciaio Thwaites.

​Secondo i ricercatori dell'International Thwaites Glacier Collaboration, che hanno raccolto dati dal ghiacciaio e dalle piattaforme di ghiaccio adiacenti di Dotson e Crosson tra gennaio e marzo 2019, i canali sotto il ghiacciaio Thwaites potrebbero rappresentare un percorso per l'acqua calda dell'oceano per sciogliere il ghiaccio dal fondo verso l'alto.

Un altro studio pubblicato il 14 settembre negli Atti della National Academy of Sciences, ha utilizzato immagini satellitari per ingrandire le sezioni del ghiacciaio Thwaites e del vicino ghiacciaio di Pine Island che si stanno rompendo più rapidamente di quanto si credesse in precedenza.

​La ricerca, "L’erosione accelera l'instabilità della piattaforma glaciale e la perdita di massa nel mare di Amundsen", ha scoperto che i margini di taglio (faglie di contatto da ghiacciai che scorrono a velocità differenti) sui due ghiacciai si sono indeboliti e si sono rotti, consentendo potenzialmente al ghiaccio di fluire nell'oceano.

Lo studio offre immagini grafiche prima e dopo prese dallo spazio che non solo rivelano ciò che sta accadendo ai ghiacciai, ma consentono agli scienziati di prevedere come diminuiranno.

"Ciò che i satelliti ci stanno mostrando è un ghiacciaio che si sta frantumando", ha detto Ted Scambos, ricercatore senior presso l'Università del Colorado.

​Su scala più ampia, la calotta glaciale antartica si sta sciogliendo sei volte più velocemente di quanto non fosse negli anni '80, perdendo 252 miliardi di tonnellate all'anno, rispetto ai 40 miliardi di tonnellate all'anno di 40 anni fa. Gli scienziati stimano che il livello dei mari si alzerebbe di 60 metri se tutta la calotta glaciale antartica si dovesse sciogliere.

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