15:15 31 Ottobre 2020
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Secondo un importante studio danese bastato sul DNA di centinaia di resti, la maggior parte dei vichinghi aveva capelli scuri e non era etnicamente scandinava. Esser vichinghi non dipendeva dall’appartenenza etnica ma bensì culturale.

Lo studio condotto dall’Univeristà di Copenaghen getta una nuova luce sulla Storia dell’Era vichinga e costringe a rivalutare tutta l’iconografia cinematografica e gli stereotipi pregressi.

Per poter compiere lo studio, il team di ricercatori guidato dal professore danese Eske Willerslev, ha dovuto analizzare campioni di ossa dell'età vichinga provenienti da dodici paesi diversi, estraendo DNA e mappando i geni di ben 442 scheletri.

A giudicare dal DNA, i ricercatori hanno concluso che i vichinghi avevano in realtà molti geni in comune con gli europei del sud, gli europei dell'est e persino gli asiatici. Ciò significa che era più comune che avessero i capelli scuri piuttosto che chiari, contrariamente allo stereotipo comune dei guerrieri nordici biondi perpetuato dalla cultura pop e dal cinema.

“I vichinghi non erano scandinavi geneticamente puri. Dalla fine dell'età del ferro e nell'età vichinga, c'è un grande afflusso di DNA dall'Europa meridionale e dall'Asia. Ciò significa anche che probabilmente erano solo pochi di loro a essere biondi", ha detto Eske Willerslev alla Radio Danese.

Al contrario, il DNA dei contadini scandinavi contemporanei è rimasto fondamentalmente invariato dal Neolitico a causa della mancanza di esposizione. Secondo Eske Willerslev, i nuovi risultati ritraggono l'era vichinga in una luce più realistica.

“Con questo studio, stabiliamo che l'era vichinga era molto speciale. I vichinghi viaggiavano molto più lontano e avevano molti geni dell'Europa meridionale e probabilmente uno scambio culturale con il mondo esterno molto maggiore rispetto alle comunità contadine contemporanee”.

Willerslev sostiene che i Vichinghi "non fossero un gruppo etnico scandinavo", ma piuttosto "una cultura a cui ci si poteva convertire", come il cristianesimo o l'Islam di oggi.

“Essere un vichingo era una cultura che persone diverse abbracciavano. Non importa da dove venivi", ha detto Willerslev, descrivendo uno degli scheletri che non aveva alcun gene scandinavo. "Probabilmente si era appena identificato come un vichingo", ha spiegato Willerslev.

Secondo Kasper Andersen, storico del Moesgaard Museum esperto di etnia e identità vichinga, questo si adatta bene alle fonti scritte che citano numerosi esempi di persone provenienti da altre parti d'Europa che presero parte alle incursioni vichinghe.

Andersen ha sottolineato che i miti sulla ‘purezza etnica’ vichinga nacquero probabilmente durante il periodo del nazionalismo danese del XIX secolo, che sorse in mezzo a una serie di aspre battute d'arresto del Regno danese. In risposta, le storie sui vichinghi potenti, biondi e unicamente scandinavi che salpavano alla conquista del mondo divennero sempre più popolari.

Eske Willerslev ha suggerito che i danesi sarebbero addirittura potuti diventare biondi dopo, a causa della selezione sessuale e degli ideali di bellezza.

Tra il 793 e il 1.066 d.C., i vichinghi intrapresero incursioni, conquiste e commerci su larga scala in tutta Europa, stabilendo insediamenti in Islanda, Irlanda, isole britanniche e Groenlandia. Raggiunsero persino il Nord America, che chiamavano Vinland. Secondo molti studiosi, genti norrene appartenenti allo stesso gruppo dei vichinghi, chiamati variaghi, che invece di muoversi per mari navigavano sui fiumi, sarebbero all’origine del primo Stato slavo, la Rus’ di Kiev, da cui ebbe origine la Russia.

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