14:05 31 Ottobre 2020
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Un team di ricercatori italiani e internazionale, sostiene che 233 milioni di anni fa la Terra subì una grande estinzione di massa che non era ancora stata identificata dalla scienza. Le grandi estinzioni di massa sul nostro pianeta sarebbero quindi state in tutto sei, e non cinque, come si è sempre studiato in paleontologia.

La ricerca, coordinata da Jacopo Dal Corso dell’Università Cinese delle Geoscienze di Wuhan, è stata possibile grazie all'importante ruolo svolto dal Museo delle Scienze di Trento (Muse), dalle Università di Ferrara e Padova, dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e dal Museo di Scienze Naturali dell'Alto Adige. I risultati dello studio sono stati pubblicati su Science Advances, una rivista scientifica online ad accesso aperto e revisione paritaria della American Association for the Advancement of Science.

“Finora, i paleontologi hanno identificato cinque estinzioni di massa negli ultimi 500 milioni di anni. Ognuna di queste ha avuto un profondo impatto sull'evoluzione della vita sulla Terra. Abbiamo identificato un'altra estinzione di massa che ha svolto un ruolo importante nel rinnovamento della vita sulla Terra e negli oceani, ponendo le basi per l'ecosistema moderno", ha detto il ricercatore dell’Università cinese (China University of Earth Sciences di Wuhan) Jacopo Dal Corso.

Le grandi estinzioni di massa che si studiano in paleontologia sono le seguenti: Ordoviciano-Siluriano (circa 450 milioni di anni fa), Devoniano superiore (circa 375 milioni)*, Permiano-Triassico (circa 250 milioni),  Triassico-Giurassico (circa 200 milioni) e Cretaceo-Paleocene (circa 65 milioni di anni fa).

Finora alcune ricerche (anch’esse promosse da università cinesi) avevano piuttosto sostenuto che le grandi estinzioni potessero essere in realtà una in meno, dal momento che quella del tardo Devoniano pare sia stata un lento diminuire di biodiversità durato ben 50 milioni di anni. Ora la ricerca italo-cinese propone al contrario di considerare una sesta estinzione di massa, avvenuta a, relativamente, breve distanza tra quella del Permiano-Triassico e Triassico-Giurassico.

La causa di questa estinzione, secondo questo gruppo internazionale di studio, sarebbe stato l’imponente cambiamento climatico avvenuto in quello che è già noto alla scienza come ‘l’Evento Pluviale Carnico’ – uno sconvolgimento avvenuto all’inizio del Triassico caratterizzato da eccezionale aumento di CO2 in atmosfera ed effetto serra.

Questi sconvolgimenti sarebbero dovuti, ritengono i nostri scienziati, da massicce eruzioni vulcaniche nell’ovest dell’attuale Canada. Il fenomeno fu talmente consistente che si ritiene che l’intera parte dell’attuale costa occidentale del Nord America sia stata formata dai volumi di basalto eruttati. Oltre alla fuoriuscite solide, le eruzioni emisero anche enormi quantità di CO2 in atmosfera e provocarono un effetto serra che produsse altissima umidità che perdurò per circa un milione di anni. Il drammatico cambiamento climatico portò a un tale declino della biodiversità, sia sulla superficie che in acqua, che gli autori dello studio sostengono possa ben essere definito una vera e propria ‘grande estinzione di massa’.

Tuttavia presto, al posto degli animali e delle piante estinti, ne arrivarono di nuovi, tra cui alcune delle prime tartarughe, coccodrilli, lucertole e mammiferi. Le moderne barriere coralline e i plancton comparvero negli oceani e la scomparsa delle specie preesistenti lasciò spazio ai dinosauri che erano già comparsi poche decine di milioni di anni prima (si stima 20mln di anni prima) ma ancora non dominavano il mondo.

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