11:59 23 Settembre 2020
Scienza e tech
URL abbreviato
432
Seguici su

Il 15 settembre è entrato ufficialmente in vigore il veto degli Stati Uniti che proibisce alle proprie società di fornire i propri chip a Huawei. Per il gigante tecnologico cinese, questa offensiva può rappresentare una seria sfida. Ma non tutto il male vien per nuocere, ha ricordato l'analista cinese Wang Peng.

Nei prossimi sei mesi gli smartphone di fascia alta di Huawei potrebbero rimanere senza chip. Mentre vari media hanno riferito che il gigante cinese ha una possibile soluzione a questo problema nello sviluppo del cloud computing, queste informazioni possono mostrare che Huawei ha molte possibilità, ha affermato il ricercatore presso l'Istituto di studi finanziari di Chongyang del Università popolare cinese.

"Va bene provare a sorpassare l'auto in curva. In altre parole, essere in grado di superare un ostacolo tecnico è positivo! Ma non è ancora noto se tutto questo [la maggiore attenzione al cloud computing] funzionerà o meno, sono necessari ulteriori studi", ha detto Wang Peng.

Due scenari nella guerra tecnologica

Huawei ha dovuto affrontare ostacoli estremamente difficili in qualità di leader tecnologico cinese. In queste circostanze, le restrizioni di Washington porteranno l'intera industria cinese a lavorare ancora più sodo. Altrimenti, tutte le società del Paese asiatico alzeranno "bandiera bianca", ha suggerito l'interlocutore di 'Sputnik'.

"Ma, a giudicare dalle dichiarazioni pubbliche, è più probabile che il governo cinese e le aziende nel paese asiatico vadano avanti. Ciò implica che lavoreranno sodo e cercheranno di essere coraggiosi", ha aggiunto.

Secondo l'esperto, nel medio e lungo termine l'interruzione delle forniture dei chip per Huawei incoraggerà tutta la Cina ad applicare una politica di autosufficienza. Ora, lo Stato presta molta attenzione a questo problema. Il governo cinese, le imprese, le istituzioni educative e gli scienziati stanno lavorando insieme per rimuovere alcuni ostacoli istituzionali e incentivare le persone di talento.

"Molte persone colpite dal maccartismo statunitense non possono più rimanere negli Stati Uniti e vogliono tornare [in Cina]. Date le circostanze, penso che vedremo un miglioramento tra tre o cinque anni, mentre tra dieci la situazione cambierà radicalmente", ha detto.

Parlando di maccartismo, Wang Peng ha fatto riferimento al movimento sociale negli Stati Uniti esistito tra la fine degli anni Quaranta e il 1957, connotato da un fortissimo anti-comunismo e dalla repressione politica dei cittadini 'anti-americani'.

L'offensiva statunitense contro Huawei danneggia tutti senza giovare a nessuno, ritiene l'esperto. Come ha spiegato, quando i partner lavorano insieme, tutti vincono. Ma ora, con il pretesto della sicurezza nazionale, Washington sta facendo pressione sulla Cina e commettendo una sorta di bullismo tecnologico.

"In questo scenario, i produttori cinesi subiranno senza dubbio pesanti perdite, ma neppure le enormi capacità di produzione degli Stati Uniti serviranno a nulla. A chi venderanno i loro chip high-tech? È probabile che si formi una nuova lobby, forse in senso al Congresso o altrove, che influenzerà il futuro inquilino della Casa Bianca spingendolo a riconsiderare questo approccio", ha concluso.

Nel maggio 2020, Washington ha rafforzato le sue restrizioni su Huawei. In particolare, ha chiesto che le società statunitensi che producono i chip dovessero richiedere un'autorizzazione per fornirli. A luglio lo ha completamente vietato. L'azienda cinese stessa progetta questi componenti ricorrendo alla tecnologia americana.

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook