19:56 29 Settembre 2020
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Coronavirus nel mondo: superati 13 milioni casi (127)
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Ricercatori in Siberia hanno scoperto che le microgocce possono raccogliersi in strutture a schemi con simmetria “proibita” e inattesa. Gli scienziati sperano che i loro studi aiutino a conoscere gli aerosol, mezzo per eccellenza di diffusione dei virus.

I ricercatori della TyumGU, l’Università Statale di Tyumen, in Siberia, hanno osservato che le microgocce che levitano sopra una superficie d'acqua riscaldata, il mezzo che la scienza chiama ‘aerosol’, possono raccogliersi in strutture e schemi con simmetria inattesa e definita “proibita”, perché contraria al comportamento atteso dall’acqua in quelle condizioni. Gli autori sostengono che questo fenomeno potrà aiutare a capire meglio come i batteri, e persino i virus come il SARS-CoV-2, che ha causato la pandemia COVID-19, si comportano negli aerosol, il loro mezzo di diffusione prediletto. L'articolo è stato pubblicato sulla rivista Physical Chemistry Chemical Physics.

"Batteri e virus si diffondono su lunghe distanze mediante aerosol. Tuttavia, è impossibile mettere a fuoco un microscopio su di una gocciolina di aerosol per scoprire come si comportano i microrganismi ‘viaggiatori’ in esso. Al contrario sui cluster (agglomerati creati in laboratorio) questo è possibile farlo”, ha dichiarato Mikhail Nosonovsky, ricercatore senior presso il Laboratorio di tecnologie microidrodinamiche dell'Istituto di biologia ecologica e agricola (X-BIO) dell’Università di Tymen e ordinario presso l'Università del Wisconsin (USA).

I ricercatori della Tyumen State University hanno formato gruppi di microgocce riscaldando la superficie dell'acqua con un raggio laser. La loro attenzione è stata attratta da piccoli gruppi di gocce che si sono formati. Si è scoperto che la forma di grappoli così piccoli può essere non solo esagonale, comportamento atteso, ma anche a geometrie del tipo più diparato.

"Abbiamo osservato forme atipiche e ‘proibite’ per i cristalli colloidali: quadrato, pentaedro ed eptaedro. Inoltre, è sufficiente aggiungere una goccia e la struttura dell'intero ammasso viene nuovamente riorganizzata”, ha spiegato Nosonovsky.

I cluster di goccioline d'acqua erano stati scoperti da Alexander Fedorets, dottore in scienze tecniche, capo del laboratorio di tecnologie microidrodinamiche presso l'Istituto X-BIO dell’Università di Tyumen nel 2004. Attualmente, cluster simili sono allo studio in Russia, Giappone, Stati Uniti e Israele.

Ora tra i compiti prioritari degli scienziati c'è quello di creare tecnologie uniche per studiare i microrganismi a livello di una microgoccia di aerosol singola e tracciarne l’evoluzione nel tempo. Essendo le gocce di aerosol il mezzo di diffusione primario di tutti i virus, risultano chiari i motivi dell’attenzione a questa materia di studio.

La ricerca è stata sostenuta dal Fondo Russo per le Scienze.

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