21:51 30 Settembre 2020
Scienza e tech
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Scienziati dell'Università di Cardiff (Regno Unito) e del Massachusetts Institute of Technology (USA) hanno scoperto la fosfina nell'atmosfera di Venere, un gas che, secondo la teoria, dovrebbe essere solamente di origine biologica.

"La scoperta è stata fatta con il telescopio James Clark Maxwell alle Hawaii e l'Atacama Large Millimeter-Wave Antenna Array in Cile. La concentrazione di particelle di fosfina era di 20 per miliardo", ha spiegato ai media una fonte vicina ai ricercatori.

La fosfina (o fosfano, secondo la nomenclatura fosfuro di idrogeno o triidruro di fosforo) è un gas incolore, altamente tossico, infiammabile e terribilmente maleodorante. Si ritiene che la presenza di questo composto sia alla base del fenomeno dei ‘fuochi fatui’. Sulla Terra, è prodotto da microrganismi anaerobici che non richiedono ossigeno.

Nel 2019, la ricerca della fosfina nelle atmosfere degli esopianeti è stata proposta come indicatore di possibile vita su di essi.

Tuttavia, osservano gli scienziati, la scoperta della fosfina non può significare automaticamente la presenza di vita, altrimenti dovremmo concludere con certezza di aver già trovato la vita su Venere. Questo gas potrebbe forse formarsi come risultato di processi naturali a noi ancora sconosciuti. In ogni caso i nuovi studi non fanno che infittire il mistero perché la scienza si trova ora di fronte a nuovi interrogativi.

Presto una conferenza stampa online renderà pubblici maggiori dettagli, dopodiché è prevista una pubblicazione sulla prestigiosa rivista scientifica Nature.

​Non è per la verità questa la prima volta che gli scienziati sospettano vi possano essere forme di vita su Venere, pur se sotto forme ben diverse rispetto a quelle che vediamo sulla Terra.

Nel gennaio 2012, sulla rivista scientifica Astronomical Bulletin, il capo ricercatore presso l'Istituto di ricerca spaziale dell'Accademia russa delle scienze Leonid Ksanfomaliti aveva pubblicato un articolo sull'analisi delle immagini inviate dal modulo di atterraggio sovietico Venera-13. Ksanfomaliti affermava di aver individuato forme di vita complesse simili addirittura ad insetti. La maggior parte dei colleghi rimase molto scettica.

L'esplorazione di Venere

Ricordiamo che Venere è imprigionato in un’atmosfera molto densa di anidride carbonica che, abbinata alla vicinanza al Sole, genera un effetto serra che rende il pianeta il più caldo del Sistema solare con temperature medie intorno ai 460 gradi.

Russia e Stati Uniti stanno valutando la possibilità di creare una nuova navicella, la ‘Venera-D’, per l'atterraggio su Venere, che dovrebbe, tra le altre cose, esaminare sia la superficie che, utilizzando un pallone aerostatico, l'atmosfera del pianeta alla ricerca di segni di vita.

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