10:19 01 Ottobre 2020
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La compagnia farmaceutica AstraZeneca ha annunciato oggi di aver ripreso le sperimentazioni cliniche del vaccino contro COVID-19 dopo aver ricevuto l’autorizzazione delle autorità britanniche a seguito di una malattia di un volontario.

"Gli studi clinici del vaccino contro il coronavirus di AstraZeneca e Oxford, AZD1222, sono ripresi nel Regno Unito a seguito della conferma da parte della Medicines Health Regulatory Authority (MHRA) che sono sicuri", ha dichiarato la compagnia anglo-svedese in una nota.

AstroZeneca aveva sospeso i test del vaccino che viene sviluppato congiuntamente con l’Università di Oxford lo scorso 6 settembre dopo una reazione anomala in un volontario.

Come affermato dalla compagnia, i test sono stati sospesi in tutto il mondo per avere la possibilità di esaminare i dati da comitati indipendenti e regolatori internazionali.

"Il comitato del Regno Unito ha concluso le sue indagini e ha raccomandato all'MHRA che le sperimentazioni nel Regno Unito sono sicure e possono essere riprese", ha aggiunto la nota.

La reazione di Dmitriev, responsabile di Sputnik-V

In seguito all’annuncio di AstraZeneca il capo del Fondo Russo per gli Investimenti Diretti (RDIF), promotore del vaccino russo Sputnik V, Kirill Dmitriev ha salutato con favore la notizia, rilevando però l'importanza della scelta di piattaforme conosciute per lo sviluppo dei vaccini.:

"Siamo lieti che AstraZeneca abbia ripreso le sue ricerche e vada avanti. Allo stesso tempo, la sospensione dei loro test ha mostrato chiaramente l'errore di atteggiamento, quando interi paesi si focalizzano esclusivamente su nuove piattaforme non testate scegliendo un vaccino, sia il vettore di adenovirus di scimmia oppure la tecnologia dell'mRNA. Abbiamo più volte parlato dei potenziali rischi che le nuove tecnologie possono comportare, nonché dell'esistenza di una piattaforma ben studiata basata su vettori adenovirali umani che si è dimostrata efficace e sicura. Allo stesso tempo, negli Stati Uniti e in Europa occidentale, la comprovata piattaforma di vettori adenovirali umani rappresenta solo il 15% del volume totale dei vaccini acquistati.
Tale situazione mette in discussione la correttezza dell'approccio di alcune aziende farmaceutiche, che addossano completamente i rischi sui vaccini acquistati ai paesi acquirenti. La Russia non seguirà questo approccio in quanto vede la sicurezza e l'efficacia della piattaforma adenovirale umana, incluso il vaccino Sputnik V".
Il vaccino AstraZeneca

AstraZeneca che sviluppa il vaccino in collaborazione con l’Università di Oxford ha lanciato un terzo ciclo di test negli Stati Uniti ad agosto, iniziando prima i test in altri paesi. Il 27 agosto è entrato in vigore il contratto firmato dalla Commissione Europea con la compagnia AstraZeneca, per l'acquisto anticipato di vaccini anti-COVID per conto paesi membri UE. L'accordo metterà in grado gli Stati membri di acquistare sino a 300 milioni di dosi del vaccino noto come Oxford, sviluppato con la biotech britannica AstraZeneca in collaborazione con l'Università di Oxford.

I negoziati sono stati avviati da Germania, Francia, Italia e Paesi Bassi, gli stati della "Inclusive Vaccine Alliance", che hanno chiesto alla Commissione di subentrare nell'accordo.

Il vaccino Sputnik V

Lo scorso 11 agosto il governo russo aveva registrato ufficialmente Sputnik V come il primo vaccino al mondo contro COVID-19.

Sputnik V è stato sviluppato da specialisti del Centro Gamaleya con il sostegno del Fondo Russo per gli Investimenti Diretti (RDIF). Gli esperti hanno sottolineato che durante gli studi clinici, tutti i volontari hanno sviluppato livelli di anticorpi elevati, nessuno ha avuto gravi complicazioni.

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