13:14 27 Ottobre 2020
Scienza e tech
URL abbreviato
250
Seguici su

Il 31 agosto è stato la Giornata della lotta ai disturbi mnemonici, una occasione di riflessione sentita da molti indipendentemente dall’età. Sputnik vi spiega il motivo per cui talvolta le distrazioni siano utili, in che modo sia possibile ricordare le cose più importanti e consiglia alcuni film sull’amnesia da vedere assolutamente.

Non è mai troppo tardi

“Ho una memoria nella norma. Senza ricorrere a tecniche mnemoniche non riuscirei a ricordare fino a 20 cifre. Non riesco a tenere a mente i nomi delle persone che vedo per la prima volta e devo scrivere sull’agenda tutti i miei impegni”, spiega Artur Dumchev, autore del libro Pomnit vse (“Ricordare tutto”, NdT).

Dumchev ha battuto diversi record mnemonici in Russia: ha tenuto a mente fino a ben 11.106 cifre dopo la virgola del pi greco. Ma c’è margine di miglioramento! Infatti, secondo gli studi del professor Paul Rebert della Northwestern University la memoria umana è in grado di immagazzinare fino a 2,5 petabyte, ossia circa 3 milioni di ore di show televisivi. Ma chiaramente a condizione che il cervello sia allenato: dopotutto la memoria, così come i muscoli, deve esercitarsi.

E a tal proposito, è stato scoperto che gli anni non sono un ostacolo. “Con l’età la memoria meccanica si riduce (e anche in maniera significativa)”, osserva lo psicologo clinico Denis Bukin, autore del bestseller tradotto in varie lingue Come diventare una spia. Addestramento mentale per spie del KGB.

Questa perdita con gli interessi è compensata dall’esperienza, ossia abitudini professionali e organizzative elaborate negli anni. Pertanto, gli anziani in generale registrano prestazioni migliori dei giovani nell’esecuzione di determinati compiti. “Tutto ciò che è stato letto, pensato e assimilato nel corso della vita rende la vecchiaia più interessante e gradevole”, sottolinea Bukin.

Solitamente la memoria si sviluppa in maniera attiva fino ai 25 anni, sebbene si pensi che l’embrione percepisca i primi ricordi già nell’utero materno, ma non riesca poi a conservarli. Questo fenomeno è chiamato amnesia infantile e le sue cause sono ancora ignote. Secondo una delle ipotesi, nel neonato non si sarebbero ancora sviluppate le aree del cervello preposte alla gestione della memoria a lungo termine. “I legami tra neuroni in età precoce sono caotici. La memorizzazione avviene mediante associazione, pratica che il bambino non ha ancora assimilato”, spiega Bukin. Gli psicoanalisti ritengono che questo meccanismo di “ripulitura” sia stato predisposto dalla natura per salvaguardare la psiche del soggetto dai traumi che in sostanza caratterizzano la vita di una creatura indifesa come un neonato.

Ricordare tutto

I personaggi dell’episodio Ricordi pericolosi della serie TV distopica Black Mirror dispongono di una telecamera integrata nell’occhio la quale consente loro di ripercorrere le esperienze passate. Tuttavia, questa capacità non porterà fortuna ai protagonisti e anzi il messaggio dell’episodio è il contrario: dopotutto è necessario dimenticare qualcosa per andare avanti.

“La nostra memoria non è un hard disk del computer. È legata a emozioni, attenzione, immaginazione e pensiero. Questi sono in grado di separare ciò che è importante da ciò che non lo è. Senza l’oblio e la connotazione emotiva dei ricordi ci perderemmo in un infinito flusso di sciocchezze”, sottolinea lo psicologo Denis Bukin.

Secondo Artur Dumchev, i soggetti che dichiarano di ricordare tutto mentono. Ad esempio, per indicare il giorno della settimana di una data a caso di un anno, è sufficiente ricordare 12 cifre: si tratta di una tecnica mnemonica talvolta definita del “calendario in testa”. “Mentre per ricordare quali serie TV mandavano o quali canzoni si ascoltavano in radio in un certo periodo bisogna studiare. O ancora bisogna improvvisare quando si ha a che fare con dati impossibili da verificare come cosa hanno mangiato gli interlocutori a colazione oppure cosa hanno pensato. Queste sono capacità che, in particolare, vanta Daniel Tammet il quale ha fondato la sua carriera su queste presunti incredibili doni”.

Memoria e distrazione

Secondo Dumchev, intelligenza e memoria sono strettamente correlate: “Un soggetto con QI elevato trova più velocemente il giusto approccio alla memorizzazione poiché dispone già di un numero maggiore di modelli che gli consentono di associare le informazioni”.

Ma allora perché ci sono dei geni che talvolta si dimenticano persino dove hanno riposto gli occhiali? Lo psicologo Denis Bukin sostiene che queste distrazioni derivino non tanto da una cattiva memoria, quanto dalle continue tensioni a cui questi soggetti sono sottoposti in ambito accademico-scientifico.

“Questi soggetti sono così concentrati sui loro studi che non hanno tempo di vivere la loro vita quotidiana. I miei insegnanti di Novosibirsk scherzavano dicendo che la distrazione è il sommo grado di concentrazione. Il fisico che ci faceva lezione assomiglia in tutto e per tutto al dottor Brown di Ritorno al futuro. Rispondeva con una certa flemma, era un po’ confusionario e si dimenticava talvolta di togliersi il gesso dalla giacca. Però, non appena qualcuno cominciava a parlargli di un esperimento interessante, recuperava tutta l’attenzione”.

Grazie alla serie Sherlock con Benedict Cumberbatch ha goduto di particolare notorietà il metodo del “palazzo della memoria” che consiste nel costruire nella propria mente un’intera stanza in cui sia possibile in maniera metodica “collocare” tutto ciò che dev’essere ricordato. Bukin è scettico a tal proposito: “Funziona se vogliamo stupire gli amici, ma non nella vita reale. Poniamo che siate a un convegno e vi chiedano di rifare una presentazione poco efficace e voi cominciate a pensare: “La curva delle vendite è simile al coccodrillo, la mettiamo nel frigorifero, ecc.”. Concorderete con me che è un metodo ridicolo”.

In alternativa Bukin propone un esercizio semplice, ma efficace che porta via solo 10 minuti: ossia, ricordare la propria giornata. “La sera cercate di riportare alla mente dove siete andati, chi avete incontrato, di cosa avete parlato. È importante registrare non solo gli eventi, ma anche i legami fra di essi: “Sono andato in posta dopo l’incontro perché era di strada”. Inizialmente sarà difficile, ma dopo 2-3 giorni sarete stupiti dal risultato”. Quando diventerà più facile, potrete cominciare a ripercorrere la vostra giornata al contrario, ossia dalla sera alla mattina”.

Ekaterina Dodonova, allenatrice mnemonica nota per il metodo Umny shokolad (ciocciolato intelligente, NdT) ci parla dell’effetto Zeigarnik secondo il quale si ricordano meglio le azioni incompiute (cfr. Psicologia della Gestalt). Dunque, se non possiamo dimenticarci di qualcosa, meglio non portarla a termine: “Possiamo cominciare a fare qualcosa di importante la sera così che poi al mattino il cervello se ne ricordi”.

Dodonova consiglia anche un altro vecchio e buon metodo. Se bisogna imparare qualcosa, meglio farlo prima di addormentarsi: durante il sonno, infatti, si attiva l’ippocampo, l’area cerebrale preposta all’assimilazione delle informazioni. “Rimanere svegli tutta la notte prima di un esame equivale a perdere in partenza”, avverte l’esperta.

Immagini indelebili

I disturbi mnemonici sono uno dei temi più amati dagli sceneggiatori. Sono numerosi i film che parlano di questo tema: dalle commedie leggere (come Overboard) a serie cinematografiche come quelle dell’agente Jason Bourne o ancora film romantici (Still Alice, 50 volte il primo bacio, Before I go to sleep).

La possibilità di cancellare in maniera selettiva informazioni non necessarie dal cervello viene mostrata nei film Man in black, Paycheck e chiaramente Se mi lasci ti cancello (in quest’ultimo film il servizio è persino offerto da un’apposita società). Secondo Artur Dumchev questa tecnologia rimarrà prerogativa della fantascienza: “I ricordi sono interconnessi gli uni agli altri. Sarebbe come mischiare nella stessa tazza caffè e tè e poi provare a eliminare una delle due bevande”.

Secondo lo psicologo Denis Bukin non dovremo temere l’avvento in futuro di tecnologie finalizzate al perfezionamento della memoria. La principale tecnologia in tal senso è stata già inventata molto tempo fa: la scrittura. E probabilmente molti, come ammonì un filosofo dell’antica Grecia, fanno davvero troppo affidamento sulla scrittura.

Ekaterina Dodonova sottolinea: “In linea generale, la cifra distintiva del nostro tempo è ricordarsi dove trovare un’informazione ma non ricordarsi l’informazione stessa”.
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook