00:54 24 Ottobre 2020
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Coronavirus nel mondo: superati 13 milioni casi (127)
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Un team guidato dal professor Karoyan del Centro Nazionale per le Ricerche Scientifiche, ha sviluppato un metodo per bloccare l'intrusione del coronavirus nel corpo, che funziona come un'esca. Potrebbe costituire una nuova alternativa al vaccino, sotto forma di spray nasale o pastiglia, sostengono gli autori della ricerca.

Questo studio, pubblicato sul portale di prestampe scientifiche Biorxiv e citato dal giornale Le Parisien, è stato oggetto di un comunicato stampa venerdì 28 agosto sul sito ufficiale CNRS (Centro nazionale per la ricerca scientifica). Pur la ricerca debba essere ancora valutata prima di essere pubblicata ufficialmente su riviste scientifiche, è già stato depositato un brevetto.

Come spiega Le Parisien, il meccanismo vincente del nuovo preparato, sarebbe quello di ingannare il virus in modo che non possa entrare nelle cellule del corpo.

I ricercatori, guidati da Philippe Karoyan, professore nel laboratorio di biomolecole dell'Università della Sorbona, si sono concentrati su un peptide, un pezzo di proteina che imita il recettore ACE2, che di solito consente al virus, tramite la sua proteina Spike, di entrare in una cellula e infettarla. In concreto, l'idea è quella di diffondere questa esca nel corpo, ad esempio mediante uno spray nasale o una pastiglia posta sotto la lingua, di modo che il peptide si leghi alla proteina Spike prima che lo faccia il ricettore ACE2, che è incapace di arrestare la penetrazione del virus nelle cellule.

I ricercatori hanno condotto un lungo processo di selezione al fine di trovare i "candidati ideali" in grado di sedurre e trattenere la proteina Spike e neutralizzare il virus privandolo della sua capacità di penetrare le cellule. Il team, naturalmente, si è anche dovuto assicurare che questo peptide non fosse a sua volta dannoso per il corpo umano e non provocasse reazioni indesiderate al sistema immunitario.

"Per procedere così velocemente abbiamo dovuto svolgere un lavoro di 18 ore al giorno”, ha rivendicato il professor Karoyan, citato dal quotidiano regionale.

I ricercatori francesi non sono gli unici ad aver proposto questo meccanismo, dal momento che un team di San Francisco aveva già pubblicato risultati simili tre settimane prima.

Finanziamenti per passare dalla teoria alla pratica

La realizzazione di questa scoperta ora dipende dalle autorità e dalle grandi industrie farmaceutiche, ha detto Philippe Karoyan, aggiungendo di aver già contattato diversi grandi gruppi, soprattutto negli Stati Uniti.

“Da parte francese, la Sanofi non si è degnata di risponderci. Se qualcuno è pronto a investire anche un milione di euro, potremmo offrire un prodotto finito prima della fine dell'anno”, ha affermato.
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Coronavirus nel mondo: superati 13 milioni casi (127)
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