03:12 26 Settembre 2020
Scienza e tech
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La BlackBerry, un tempo noto marchio di smartphone, sta cercando oggi di conquistare il mercato dei software destinati alle automobili autonome. La società ha siglato un accordo con la cinese Xpeng per la messa a punto di un’applicazione destinata alle autovetture dotate di guida assistita di terzo livello.

La Xpeng ritiene che il coinvolgimento di BlackBerry consentirà di rendere il prodotto più competitivo e di migliorare l’immagine della società che intende raccogliere 1,1 miliardi di dollari di IPO a New York.

La Sedan P7 di Xpeng è definita dalla stampa il “killer” di Tesla. Effettivamente anche dall’esterno le somiglianze con il proprio concorrente americano sono notevoli così come le analogie sul piano delle caratteristiche tecniche. A seconda del grado di personalizzazione l’automobile elettrica Xpeng P7 garantisce una autonomia senza rifornimento di 550-650 km, mentre la potenza dei motori elettrici varia tra 196 kW e 316 kW. La Tesla model 3 presenta grossomodo le medesime caratteristiche. Tuttavia, la versione di base della vettura statunitense ha un costo del 25% superiore rispetto alla cinese di Xpeng.

Così come Tesla, anche Xpeng propone sulla sua Sedan P7 un sistema di guida assistita di livello 3. Questo significa che l’autovettura è in grado di gestire autonomamente la guida in determinate condizioni (ad esempio, mantenere in autostrada una data distanza dalla vettura posta davanti, cambiare corsia o parcheggiare). Ma il livello 3 prevede che il conducente sia sempre pronto a prendere le redini della situazione. Per garantire la massima sicurezza i sistemi intelligenti di queste vetture riconoscono la direzione dello sguardo e la posizione delle braccia del conducente ed emettono dei messaggi vocali.

Il software alla base del sistema di guida assistita di livello 3 per Xpeng sarà il sistema operativo QNX di BlackBerry. Questo sistema operativo in diverse versioni viene impiegato già da anni dalla stragrande maggioranza delle case automobilistiche in tutto il mondo. Inizialmente il QNX fu creato come sistema di gestione di cluster di strumenti, di sistemi di intrattenimento e di sistemi di supporto al conducente. Nel 2017 BlackBerry ha cominciato ad adattare la piattaforma QNX per farla diventare un sistema di guida assistita.

Nel comunicato ufficiale reso da BlackBerry si legge che per la società è un grande onore fornire i propri prodotti a Xpeng e garantire il buon funzionamento dei sistemi intelligenti della Sedan P7. Anche Xpeng ritiene che il coinvolgimento di BlackBerry consentirà di rendere i prodotti più competitivi. Ad ogni modo, BlackBerry non è l’unica società estera che rifornisce la casa automobilistica cinese di prodotti ad alto contenuto tecnologico.

Nel frattempo, però, le relazioni tra alcuni Paesi occidentali e la Cina si stanno inasprendo, in particolare in merito a questioni di cooperazione tecnico-scientifica e di scambio di know-how. Le autorità statunitensi stanno limitando l’accesso delle società cinesi alle proprie tecnologie. Tuttavia, l’imprenditoria continua come sempre a guardare alla Cina sebbene i politici persistano caparbiamente con la teoria secondo cui la Cina rappresenterebbe una minaccia. Xu Canhao, docente presso l’Istituto di scienze computazionali presso l’Università Soochow, ha dichiarato nell’intervista rilasciata a Sputnik che nessuna società straniera può ignorare la portata del mercato cinese. Pertanto, cooperare con la Cina è indispensabile per sviluppare la propria attività imprenditoriale, sostiene l’esperto.

“La ragione principale, a mio avviso, risiede nel fatto che il mercato cinese dell’automobile è il più grande al mondo. E questo non può essere ignorato. Nessuna società può soprassedere in merito a questo aspetto e decidere di non cooperare con le società cinesi. Poiché la Cina è il mercato più grande, è del tutto naturale che abbia diritto di esprimersi. Inoltre, a livello statale lo sviluppo scientifico e tecnologico è posto come prioritario. Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale, le automobili autonome, i macchinari azionati da fonti energetiche alternative e altri settori ad elevato contenuto tecnologico sono assolutamente supportati dallo Stato. Dunque, possiamo affermare che l’attuale situazione si è venuta a creare per via di molteplici fattori. La Cina dispone di una larga fetta di mercato e questo, senza ombra di dubbio, attira imprese da diversi Paesi, in particolare per collaborare nell’ambito di nuovi studi e ricerche. E per le imprese cinesi è del tutto naturale collaborare con i partner stranieri”.

Mentre per BlackBerry la cooperazione con Xpeng è vantaggiosa perché sfrutta l’enorme portata del mercato cinese, per Xpeng l’impiego delle soluzioni targate BlackBerry è un buon modo per togliersi di dosso il pregiudizio e le eventuali accuse relative al furto di tecnologie. Infatti, in passato Tesla ha accusato l’ingegnere Cao Guangzhi, che si occupava della messa a punto di sistemi assistiti per il conducente, di aver trasmesso tecnologie di Tesla a Xpeng. Tesla sosteneva che Cao Guangzhi, passato poi a lavorare da Xpeng, avrebbe copiato il codice sorgente del pilota automatico di Tesla. In verità, in esito all’inchiesta interna condotta da Tesla, non sono state evidenziate prove del furto di proprietà intellettuale.

La questione relativa al prestito di innovazioni tecnologiche non è affatto semplice. Da un lato, naturalmente, qualsivoglia società difende le proprie tecnologie poiché queste sono proprietà intellettuale e costituiscono un vantaggio competitivo sulle altre realtà. Dall’altro, in assenza di scambi il progresso tecnologico non è possibile. Pertanto, è necessario trovare un equilibrio tra lo sviluppo di competenze tecnologiche proprie e l’impiego di esperienze provenienti dall’estero, sostiene l’esperto.

“Ritengo che la Cina debba ricorrere a una commistione dei due aspetti. Da un lato, non dobbiamo smettere di collaborare a livello internazionale nella conduzione degli studi e delle ricerche. Dall’altro, però, vediamo cosa succede a Huawei e ZTE. Pertanto, dobbiamo migliorare il nostro impatto sul settore delle tecnologie avanzate. Tuttavia, non è possibile fare in modo che le società del settore tecnologico di Paesi diversi siano completamente isolate le une dalle altre. In ottica di sviluppo scientifico e tecnologico le relazioni tra scienziati di Paesi diversi sono necessarie per garantire il progresso. Ad ogni modo, considerata la contingenza attuale, gli scambi internazionali in ambito tecnico-scientifico potrebbero essere limitati per via di fattori di natura geopolitica”.

Tuttavia, non aspettiamoci un totale isolamento tecnologico della Cina e nemmeno una interruzione delle collaborazioni del Paese con l’estero, soprattutto nel settore automobilistico. Nel 2019 in Cina sono state vendute più di 21 milioni di autovetture contro i soli 16 milioni di nuove automobili vendute l’anno scorso negli USA, il secondo maggiore mercato al mondo. Le autorità cinesi stanno creando le condizioni adatte per testare e sviluppare nuove tecnologie. Ad esempio, sono sempre più diffusi sussidi e incentivi per l’acquisto di automobili che stimolano la domanda dei consumi. Inoltre, in diverse città cinesi sono in continua espansione le aree dedicate ai test delle automobili autonome. Nella sola Pechino sono già disponibili più di 200 strade (che si estendono complessivamente per 700 km) destinate ai test delle innovative tecnologie nel settore della mobilità. Entro il 2022, secondo il piano approvato dalle autorità locali, le autovetture autonome nella regione di Pechino potranno muoversi su ben 2.000 km di strade.

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