22:47 21 Settembre 2020
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La bassa incidenza di decessi fra i più giovani pazienti di Covid-19 rassicura sul basso rischio di contagio fra i banchi di scuola. Ecco cosa dice lo studio britannico.

Uno studio inglese pubblicato sul prestigioso  British Medical Journal (Bmj) rassicura le famiglie sul rientro in classe. Secondo quanto rilevato dagli scienziati, durante l'epidemia di COVID-19 in Gran Bretagna, il rischio di contagio fra bambini e ragazzi di tutte le fasce d'età è raro, mentre quello di morte è "infinitamente raro".

La ricerca, la più ampia sinora realizzata al mondo sull'incidenza del coronavirus fra i minori, indica che i contagi fra le fasce più giovani d'età rappresentano l'1-2% del totale, mentre le morti tra i più giovani sono solo l'1% dei casi, tutti pazienti con grave comorbilità.

Su 69.516 entrati negli ospedali di Inghilterra, Scozia e Galles dal 17 gennaio al 3 luglio 2020, solo 651 erano pazienti di età inferiore a 19 anni con SARS-CoV-2. L'età mediana dei bambini era di 4,6 anni, il 35% (225/651) aveva meno di 12 mesi e il 56% (367/650) era di sesso maschile. Il 18% dei bambini ricoverati ha avuto bisogno del supporto della terapia intensiva, il 9% ha ricevuto ventilazione non invasiva e il 9% ha ricevuto ventilazione meccanica invasiva. 

La terapia intensiva è stata più frequente per i piccoli pazienti con gravi patologie pregresse. Solo sei bambini sono morti in ospedale, tre con età inferiore a 28 giorni e tre con età compresa fra 15 e 18 anni. I decessi sono tutti avvenuti in presenza di gravi comorbilità. 

Gli scienziati Per bambini e ragazzi il rischio di un contagio grave di coronavirus a scuola è "raro", mentre quello di morte è "infinitamente raro". A rassicurare sulla ripresa delle lezioni in aula dopo i mesi di lockdown è uno studio inglese pubblicato sul prestigioso. La ricerca, la più ampia realizzata finora al mondo in materia, indica come il pericolo di un ricovero in ospedale vada considerato "minimo".

Rientro a scuola in sicurezza

Dinnanzi a questi dati le famiglie non devono avere timore a mandare i propri figli a scuola, dato il basso rischio di contagio in classe e di esito fatale in caso di positività. 

I genitori "devono essere fiduciosi che rimandare i figli a scuola non significa esporli a un pericolo diretto", assicura Calum Sample, docente di epidemiologia pediatrica all'Università di Liverpool. Piuttosto non mandarli a scuola "vorrebbe dire, come sappiamo, danneggiarli e privarli di opportunità educative, con possibili conseguenze anche sulla loro salute mentale".

Dello stesso avviso Olivia Swann, ricercatore di malattie infettive infantili all'Università di Edimburgo e prima firmataria del lavoro affidato al Bmj, che rassicura sulla bassa probabilità di contrarre il Covid-19 fra i banchi di scuola. 

"Nulla - osserva la Swann - è mai del tutto privo di pericolo. Ma io, come madre, come medico dei bambini e come ricercatrice, trovo i numeri di questo studio estremamente rassicuranti. E spero lo siano anche per tutti i genitori del Regno Unito".
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Coronavirus, Scuola, Gran Bretagna
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