13:49 27 Ottobre 2020
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Antichi manufatti rinvenuti durante gli scavi nell'area di Ust-Kova, nel territorio di Krasnoyarsk, alcuni dei quali datati oltre i 24mila anni, rivelano un alto livello di sviluppo tecnologico e culturale degli antichi abitanti della Siberia, dicono gli archeologi russi autori di recenti studi.

I ricercatori dell'Università Federale Siberiana (SFU) e dell'Istituto di Archeologia ed Etnografia della Sezione Siberiana dell'Accademia Russa delle Scienze (SB RAS), hanno studiato reperti del paleolitico datati fin oltre i 24 mila anni fa, rilevando un alto livello di sviluppo dei popoli che abitavano la Siberia nell’antichità. I risultati della ricerca sono pubblicati sulla rivista scientifica Archaeological Research in Asia

Secondo gli scienziati, le opere d'arte antica ritrovate indicano la natura delle credenze religiose emergenti all’epoca e chiariscono l'evoluzione e l'origine delle antiche tecnologie dell'Eurasia settentrionale, nonché aiutano a capire con quali altri popoli commerciavano e comunicavano i primi abitanti della Siberia.

Lo studio del prezioso sito archeologico multistrato nell'area di Ust-Kova, nel territorio di Krasnoyarsk, dura già da più di mezzo secolo.

“Il team di ricerca ha condotto un'analisi microscopica dettagliata di ogni oggetto, comprese due statuette scolpite in avorio di mammut, per studiare le tracce degli strumenti utilizzati per realizzarlo. La ricerca è stata condotta sotto la guida della dottoressa in scienze storiche, professoressa del dipartimento di archeologia ed etnografia dell'Università statale di ricerca nazionale di Novosibirsk Lyudmila Lbova", ha affermato Nikolai Drozdov, dottore in scienze storiche, professore del dipartimento di storia russa dell'Università federale siberiana.

Drozdov riferisce che i ricercatori, dopo aver elaborato immagini microscopiche di una statuetta di mammut ricavata da un grande frammento di avorio, hanno ricostruito la tecnologia di lavorazione utilizzata dagli antichi artigiani.

"I metodi e le tecniche per la lavorazione dell'osso di mammut, utilizzati dagli abitanti di Ust-Kova, ricordano le antiche opere d'arte rinvenute nel sito archeologico nella regione di Irkutsk sul fiume Belaya", ha osservato lo scienziato.

Questo, secondo i ricercatori, dimostrerebbe l'esistenza di legami culturali e tecnologici tra gli antichi abitanti della Siberia, che da tempo immemorabile stabilirono comunicazioni fluviali nel continente.

“La figura ritrovata rappresentata sull’avorio di mammut è realizzata su entrambi i lati: un lato è rosso, l'altro è nero. Ciò indica l'origine delle opinioni religiose tra gli antichi associate alla vita e alle idee cosmiche, perché il rosso è il colore del sangue e della vita, e il nero è l'oscurità e la morte”, ha detto Nikolai Drozdov.

La tecnologia per produrre tali vernici, secondo gli scienziati, è attualmente allo studio presso l'SB RAS di Krasnoyarsk utilizzando metodi di analisi spettrale.

Agli esperti è già noto che gli antichi maestri usavano l’ocra come colorante per creare sfumature di rosso, manganese e magnesio per il bordeaux e succo di assenzio e carice per tingere di blu scuro.

Il prossimo oggetto di ricerca per gli scienziati saranno le pitture rupestri del Neolitico, dell'età del bronzo e del ferro nella regione di Motyginsky, nel territorio di Krasnoyarsk, nella Repubblica di Khakassia e in quella di Tuva. Gli archeologi intendono studiare in dettaglio le composizioni delle pitture utilizzate per l'arte rupestre.

Secondo i ricercatori, tra i manufatti di Ust-Kova, anche altri oggetti sono di grande interesse. Tra questi c'è la prima immagine grafica di un cavallo in Siberia, realizzata su di un piatto fatto di zanna di mammut. Risale a 18 mila anni fa.

“Queste opere, che comprendono anche numerosi pendenti, perline, frammenti di bracciali, bottoni allungati e anelli dipinti, ci sono pervenute in buone condizioni. Sono uniche e sono di grande importanza non solo per la Russia, ma anche per l'intera archeologia mondiale", ha detto Drozdov.

Oltre ai manufatti del sito di Ust-Kova nel territorio di Krasnoyarsk, ci sono anche altri reperti interessanti relativi ad altre culture antiche, hanno osservato gli autori dello studio.

“Ad esempio, un'asta d'osso vecchia di 18 mila anni con immagini a forma di spirale puntiforme. Molto probabilmente, serviva agli antichi siberiani come calendario solare-lunare", sostiene Nikolai Drozdov.

Inoltre, ricordano gli scienziati, più di 50 anni fa, nel sito della diga della centrale idroelettrica di Boguchanskaya, è stata scoperta la sepoltura di uno sciamano dell'età del bronzo. Sono state trovate anche due statuette antropomorfe scolpite su zanna di mammut. Nelle loro orbite erano inserite perle di pirofillite bianca, i cui depositi sono concentrati nell'Asia occidentale.

Tali manufatti, secondo gli scienziati, insieme ai ritrovamenti nella grotta di Denisova in Altaj, dimostrano che i popoli che abitavano la Siberia nell'età della pietra erano altamente sviluppati e non erano in alcun modo inferiori ai loro contemporanei dai territori della Cina moderna o dell’Europa Occidenale.

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